CI SONO sempre state, e ci saranno anche quest’anno. Ma quante e dove saranno le luci di Natale è ancora troppo presto per dirlo. Soprattutto perché molti negozianti hanno fatto sapere alle loro associazioni di categoria di non aver alcuna intenzione di contribuire. Sarà per i tempi di crisi, per gli ultimi bisticci con palazzo Garampi su Ikea e 1 novembre, ma fatto sta che quest’anno il fronte dei commercianti che non vogliono pagare per le luminarie si sta allargando sempre di più. E ci sono alcune intere strade, come via Sigismondo, dove finora prevalgono i ‘no’ sui ‘sì’ alle luminarie. Con il rischio di vedere la città illuminata a pezzi...
E pensare che mai come in questo Natale, sulla carta, ci saranno tante vie e piazze illuminate. Si è aggiunto borgo Marina, che mai prima le aveva avute, grazie alla nuova associazione dei commercianti. E c’è il ‘ritorno’ di borgo San Giovanni, che dopo non aver installato le luci l’anno scorso, per protesta contro l’amministrazione (vedi servizio a fianco), quest’anno non farà mancare le luci in via XX Settembre e dintorni. Il Comune ha già dato il via libera, promettendo anche quest’anno di sostenere la metà delle spese per le luci. Spese che superano i 300mila euro solo per il centro storico e i borghi. Ai commercianti sono già arrivate le lettere.
A ognuno si chiede, in media, un contributo tra 100 a 150 euro. L’accensione, per tutti, è prevista sabato 29 novembre, anche se in molte zone della città le luminarie sono già state montate. Il problema, appunto, sarà trovare i soldi. «Quest’anno sarà molto dura – ammette Gianfranco Simonetti di Confcommercio – C’è chi pensa al boicottaggio, anche dopo la mancata deroga dell’1 novembre. Ma per quanto ci riguarda, invitiamo tutti i commercianti ad aderire, a sostenere l’iniziativa. Non partecipare alle spese per le luminarie di Natale, con il rischio concreto di avere intere strade al buio, è una forma di protesta che non condividiamo.
Primo, perché non è così che si affronta il problema, secondo perché più che un segnale di protesta sarebbe un clamoroso autogol per il commercio stesso». Concorde anche Leonardo Casadei della Confesercenti, coordinatore del comitato negozianti del centro storico. «Non dobbiamo perdere l’occasione, sarebbe un errore non volere le le luci solo per fare un dispetto all’amministrazione. Sarebbe un dispetto a noi stessi». Non sono in pochi a pensarla diversamente. Come Mario D’Emilio, esercente di via Sigismondo: «Tra multe e parcheggi da pagare, e senza considerare tutti gli altri disagi, credo di contribuire già abbastanza...».
foto by http://www.flickr.com/photos/melissa.ape
Tratto da
Il Resto del Carlino di Manuel Spadazzi del 10 Novembre 2008
Segnala ad un amico