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Loris Capirossi Ducati

Loris Capirossi Ducati

Loris Capirossi Ducati: Veloce come un lampo rosso, l'altro, quello che la sua favola la alimenta pochi chilometri più in là, in questa terra padana di motori e passioni. Lì, a Maranello, c'è la Ferrari alle prese con una successione non facile, come sempre accade quando se ne va un re. Qui, a Borgo Panigale, la Ducati ha scelto: avanti con Capirex, l'uomo che l'ha riportata nel cuore del motociclismo che conta, che le ha regalato le prime storiche vittorie in MotoGP.

«Correrò fino in fondo con la Ducati»

E ha scelto anche lui, Loris Capirossi, trentatrè anni compiuti ad aprile. Uno che ancora si diverte a scendere in pista, ma anche un ragazzo sensibile e intelligente, che sa bene che l'eternità è un'utopia e che il giorno dell'addio alle corse non è così lontano. Quel giorno, assicura, vorrebbe scendere per l'ultima volta da una Ducati.«Sarà una stagione davvero nuova, questa volta. Con le 800 ripartiamo tutti da zero. E io voglio dare tutto, perché so bene che correrò ancora uno o due anni, non di più». Una frase che fa colpo sul pubblico che ascolta il suo campione, ieri nel giorno dell'incontro in casa Gazzetta che per Capirex è una specie di appuntamento fisso, di anno in anno al Motor Show. Non una frase a effetto, comunque. «È così, il tempo non puoi fermarlo. Quello che so è che voglio chiudere la carriera in Ducati, e che punto come sempre in alto, verso quello che rimane il sogno di ogni pilota».Un sogno che Loris conosce. Tre titoli iridati, attraverso una carriera lunga e ricca di momenti unici, li ha messi in bacheca. Il quarto lo ha sfiorato, restando in corsa fino all'ultimo con Hayden e Rossi in questa stagione. Con qualche rammarico per la caduta di Barcellona, probabilmente. Ma nessun rancore nei confronti di Gibernau, compagno in casa Ducati che lo speronò in quella gara maledetta. «Sono cose che fanno parte del nostro mestiere, non gliene faccio una colpa. E mi dispiace che abbia deciso di ritirarsi».Sente vicina l'ora dell'addio, il campione che comunque resta in prima linea e non molla. Ma non fa conti su quello che verrà dopo. «Non credo che resterò nel mondo delle corse. Almeno, non con una squadra mia. Potrei fare qualcosa in azienda, ma è presto per parlarne. Se poi qualcuno mi chiederà di dare una mano, un consiglio, non li negherò di sicuro».La stagione, in qualche modo, è già iniziata. Con i primi test, esami e conferme che danno sicurezza. «Siamo tranquilli, e stiamo lavorando perché la moto sia già pronta e competitiva in Malesia. Con Bridgestone abbiamo fatto passi da gigante, e il prossimo step è quello di raggiungere la continuità su tutti i circuiti. L'obiettivo resta uno soltanto: partire forte, trovare subito il ritmo giusto».

Tratto da Corriere Romagna del 11 Dicembre 2006

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