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Libero Missirini, uno sportivo vero. Sabato ricorre il centenario della nascita

Libero Missirini

SABATO prossimo avrebbe compiuto cent'anni, ma Libero Missirini se n'è andato prima, il 2 ottobre del '94. Nell'avvicinarsi di questa importante ricorrenza ? il centenario della nascita ? è doveroso ricordare, soprattutto ai più giovani, chi è stato Libero e cosa ha significato nel panorama dello sport riminese. Uno sportivo poliedrico, Missirini, che da ragazzino si avvicinò alla boxe frequentando la palestra della Libertas.

E tra quelle quattro corde Libero pare trovarsi particolarmente a suo agio, tanto da entrare nel giro della nazionale italiana. Sul quadrato combatte tantissimo ? addirittura 350 i match in carriera ?, uscendo in più di un'occasione dai patri confini per andare a 'tirare' in Francia, in Germania, così come ha il privilegio di combattere nella sua Rimini con la canottiera azzurra, mentre a Formia sostiene i collegiali con la nazionale in vista delle Olimpiadi di Los Angeles del 1932.

SE IL pugilato è la passione giovanile, in età più matura Missirini lega indissolubilmente il suo nome alle due ruote, a quel motociclismo che lo farà conoscere in tutto il mondo. Già nel primo dopoguerra, quando il Paese sta faticosamente cercando di ricostruirsi dalle macerie del secondo conflitto mondiale, Libero fonda il primo motoclub ? il «Città di Rimini» ? e comincia ad organizzare importanti manifestazioni, a partire dai raduni internazionali motociclistici Riviera di Rimini, la famosa Mototemporada, senza dimenticare poi i rally motociclistici Rimini-San Marino. Grazie a quel circuito cittadino Missirini portò a Marina Centro i centauri più famosi, le mitiche sfide tra Mike Hailwood e Giacomo Agostini incendiavano d'entusiasmo il lungomare, le 'pieghe' attorno al Grand Hotel, quel fragore che avvolgeva tutto e tutti, l'emozione di poter vivere un evento del genere a due passi dal mare. E lui era lì, in prima fila, con la bandiera a scacchi in mano. Finì però anche quel periodo, i circuiti cittadini erano pericolosi e nel '71 vennero soppressi.

L'OPERA di Libero Missirini non venne comunque accantonata e nel maggio dell'88, l'allora Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, lo insignì al Quirinale della 'Stella d'oro al merito sportivo', la più alta onorificenza del Coni. E lo stesso anno, due mesi più tardi, anche l'amministrazione comunale riminese lo premiò con una medaglia d'argento per il costante e incessante impegno in ambito sportivo. alb. cresc.

(foto di http://www.flickr.com/photos/stusea)

Tratto da Il Resto del Carlino del 23 Giugno 2008

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