REPERTI archeologici e tonnellate d’acciaio.
I lavori al ponte di Tiberio e via Bastioni Settentrionali - che prevedono la sistemazione idraulica del bacino eliminando rigurgiti a monte nelle grandi piene del Marecchia, con meno rischi nel parco urbano e nelle fasce limitrofe, la manutenzione delle mura ed il recupero dei bastioni - fanno emergere cimeli antichi e moderni.
Quelli antichi saranno in gran parte risotterrati a fine lavori: l’arco ogivale antico ingresso al porto, la strada ottocentesca in piccoli ciotoli posati in un manto di sabbia, i paracarri - pure ottocenteschi - che evitavano a chi usciva di casa di venir travolto dalle carrozze, 4 «fosse da grano», dove si scarivano prodotti da imbarcare sulle navi.
Quelli moderni: tra le 50 e le 100 tonnellate di acciaio della scombinata diga mobile, realizzata oltre 20 anni fa che non ha mai funzionato, saranno messi all’asta al miglior offerente. Sarà la prima volta che la diga serve a qualcosa: come ferraglia! «L’intervento prosegue nei tempi previsti — dice l’assessore Paola Taddei — e contiamo di riaprire la strada al traffico entro luglio. Anche se c’è stata la sorpresa del ritrovamento di due grossi cavi di media tensione da 15mila volt, una dorsale primaria che alimenta Marina Centro, che Enel non aveva menzionato in Conferenze dei servizi. Ma contiamo di rispettare il cronoprogramma».
Per la gioia dei martoriati residenti e operatori commerciali del primo tratto di corso d’Augusto. Nonché di tutti gli automobilisti. «I cavi Enel saranno sostituiti entro Pasqua», aggiunge l’ingegner Cristina Stacchini. Sarà ripulita la fascia nera, alta 40-50 centimetri, alla base dei pilastri in pietra d’Istria del ponte, «colorata» dalle maree nel corso degli anni. Inizialmente la pulizia non era prevista. Poi si è visto che il costo è abbordabile. Plausi all’efficienza della ditta Cimenti. Procede alla grande, nonostante le condizioni meteo difficili di questo inverno. I lavori nell’alveo del Marecchia sono quasi conclusi. Da terminare il restauro di una parte delle mura. La strada prevede tondello di fiume nella parte centrale, selce ai lati. «Abbiamo ritrovato l’antica pavimentazione ottocentesca — spiega la Taddei — che in parte sarà ripristinata anche quando riapriremo al traffico via Bastioni».
La strada ottocentesca correva a 50cm di profondità. L’arco ogivale, antico accesso al porto (Porta Galliana) era vicino alle banchine. Studi hanno appurato che prima del ‘400 la strada era molto più in basso (circa 3 metri sotto, vicino via Cavalieri) ma il tutto fu poi chiuso per adattare le difese cittadine all’avvento delle armi da fuoco. Con cui ci si difendeva dalla invasioni dal mare.
A testimonianza dei reperti sarà realizzata una brochure.
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