RESTANO tesi i rapporti fra i soci pubblici e privati della Fiera. Prima lo sconcerto per la bocciatura, da parte di Comune, Provincia e Regione, del progetto di spin-off a cui stavano lavorando gli azionisti privati: la creazione di due società distinte, una proprietaria dei muri, l'altra per la gestione delle manifestazioni. Ora l'accusa di Sergio Cofferati, sindaco di Bologna (socio con il 10,468%) al management di Fiera, per il «gravissimo ritardo nella fusione con Rimini, che andava già fatta una settimana fa».
Il matrimonio con la fiera romagnola è da sempre un pallino di Cofferati. Che adesso accelera, forte dei risultati di uno studio commissionato dal BolognaFiere a un advisor, «dal quale emergono indicazioni molto nette sui vantaggi rilevanti di una fusione con Rimini». Operazione che «va fatta in tempi rapidissimi».
DI QUESTO i soci pubblici parleranno con il presidente della Fiera, Luca Cordero di Montezemolo, e con l'ad Michele Porcelli, cui hanno chiesto un incontro, concesso il 7 dicembre. «Bisogna rompere gli indugi, sulla base delle indicazioni arrivate dall'advisor - insiste Cofferati -, perché il tempo che passa è un oggettivo limite per entrambe le Fiere».
Il sindaco si dice quindi «molto sorpreso che nulla sia successo dopo le conclusioni di quello studio. Siamo già in un ritardo gravissimo». L'accordo con Rimini (seguito dalla fusione) «è la prima cosa da fare», afferma l'ex leader della Cgil, poiché avrebbe «non solo dimensione e respiro strategico, ma potrebbe assicurare anche robustissimi risparmi e consistenti occasioni di crescita».
La replica di Montezemolo è in punta di penna. Si vuole evitare uno scontro pubblico con Cofferati. «Nell'incontro di dicembre con i soci pubblici Comune e Provincia, nonché la Regione, ascolterò con interesse quanto mi verrà rappresentato», scrive il presidente della Fiera. Così come «ho sempre fatto con gli altri soci».
Quanto alle accuse di Cofferati, «trovo assolutamente comprensibile - smorza Montezemolo - che il sindaco di Bologna, importante socio di BolognaFiere, intervenga sui temi dello sviluppo strategico della nostra società».
Frena la lingua Luigi Marino, numero due della Fiera e presidente di Confcooperative: «Nel mio mestiere di cooperatore sono abituato, da tempo, a contare fino a cento. Lo stesso faccio da vicepresidente della Fiera». Anche se, ammette, di fronte a esternazioni del sindaco «spesso vado ben oltre quota cento».
PROPRIO Marino aveva criticato l'ingresso della Regione in BolognaFiere, «poiché il controllore del sistema fieristico finisce per controllare se stesso». La Regione «non controlla nulla - ribatte Cofferati - ha solo funzione di promozione». E poi, con la cessione paritaria di quote di Comune e Provincia, «l'assetto societario non cambia. Non c'è un aumento del pubblico, perché non ve n'è ragione».
(photo by mentelocale.it)
Tratto da
Resto del Carlino del 22 Novembre 2007
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