RESTANO tesi i rapporti fra i soci pubblici e privati della Fiera. Prima lo sconcerto per la bocciatura, da parte di Comune, Provincia e Regione, del progetto di spin-off a cui stavano lavorando gli azionisti privati: la creazione di due società distinte, una proprietaria dei muri, l'altra per la gestione delle manifestazioni. Ora l'accusa di Sergio Cofferati, sindaco di Bologna (socio con il 10,468%) al management di Fiera, per il «gravissimo ritardo nella fusione con Rimini, che andava già fatta una settimana fa».
