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Cade il velo sui progetti del nuovo lungomare A giugno tre incontri pubblici con gli architetti

Incontri per progetti lungomare

E FINALMENTE cadranno i veli sui progetti che dovranno cambiare il volto del Lungomare di Rimini, ancora tristemente 'piantato' negli ani '60.
Mentre Riccione taglia il nastro, il capoluogo vara i plastici. Non è la stessa cosa, ma anche il respiro dei progetti è oggettivamente diverso. L'auspicio è che si passi dai modellini ai fatti.

L'AMMINISTRAZIONE comunale ha varato l'operazione trasparenza «volendo contare su ampio dibattito e partecipazione». I progetti saranno illustrati ai cittadini nella sala dell'Arengo dagli stessi autori (o loro collaboratori)
Il primo plastico che sarà svelato è quello dello studio Altieri e porta la firma del giovane architetto danese Julien de Smedt. L 'appuntamento è per il 13 giugno. Si tratta della proposta di project financin che va da piazzale Boscovich a piazzale Kennedy e che dovrà rivaleggiare con l'idea di Coopsette che per lo stesso tratto mette in campo l'architetto francese Jean Nouvel, anch'egli nume dell'architettura mondiale. Dovrebbe essere lo stesso Nouvel, un uomo che ha lasciato un segno nella nuova urbanistica di Parigi, a presentare la sua idea di Lungomare ai riminesi il 16 giugno.
INFINE toccherà al barone Norman Foster, il nome schierato dalla Gecos a sorpresa dopo aver annunciato un'altra firma di grido, per il tratto da piazzale Kennedy a piazzale Marvelli. Fra la Gecos di Bruno Morandi e Luigi Valentini il rapporto è consolidato: è la stessa 'squadra' che ha realizzato il World Trade Center di Dogana di San Marino, un direzionale di 22mila metri quadrati realizzato con tecniche d'avanguardia (il particolarissimo cemento arrivava dal Giappone).
I PROJECT FINANCING non prevedono alcun esborso monetario da parte del Comune: il corrispettivo per i costi di costruzione, per l'acquisizione delle aree patrimonio dello Stato e per l'avviamento dovrà essere acquisito dalle entrate derivanti dalla gestione dell'opera per la durata della concessione.
Obbligo dei futuri concessionari quello di realizzare complessivamente 1400 posti auto interrati e opere di riqualificazione «con finalità pedonale».
In pratica un lungomare pedonalizzato ricco di verde, panchine e arredi vari.
Ma vista la premesse non saranno solo rose e fiori. I costruttori avranno la possibilità di rientrare realizzando superfici commerciali e alberghiere nelle aree in fregio al Lungomare. Ed è qui il nocciolo politico di questa gigantesca operazione che dovrà coniugare i legittimi interessi del privato con le inevitabili resistenze dell'opinione pubblica e delle categorie che dovranno misurarsi (o allearsi) con nuovi contenitori e nuovi competitori.
SARA' un dibattito certamente acceso (si spera non pregiudiziale) che dovrà confrontarsi con «segni» che porteranno Rimini nella gloria o nella polvere.
Norman Foster per esempio ha già tratteggiato una torre vertiginosa (destinata a divenire un hotel esclusivo) che nelle intenzioni dell'autore rappresenterà il nuovo simbolo di Rimini dal mare. Ma anche gli altri progettisti non lasceranno Rimini senza aver lasciato la loro firma. Firme che in molte capitali europee rappresentano da sole un'attrattiva turistica per cui sarà bene riflettere a lungo prima di emettere sentenze inappellabili .
Rimini, anche di fronte al dinamismo di rivali grandi e piccole non può più permetersi di stare alla finestra. Fermo restando che sbagliare lascerebbe solo macerie. All'indomani della presentazione dei progetti il Carlino si propone fin d'ora come arena del dibattito

(foto di http://www.flickr.com/photos/jody_art)

Tratto da Il Resto del Carlino di Pier Luigi Martelli del 28 Maggio 2008

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