IL BIGLIETTO da visita è prestigioso, come i nomi apparsi nei giorni scorsi su alcune testate nazionali.
IL BIGLIETTO da visita è prestigioso, come i nomi apparsi nei giorni scorsi su alcune testate nazionali.
Rembrandt, Gauguin, Picasso, Piero della Francesca, sono per citare alcuni dei grandi maestri della pittura che da ottobre verranno accolti negli spazi espositivi di Castel Sismondo. Tre mostre firmate da Marco Goldin, direttore di Linea d’ombra, uno dei più affermati organizzatori di eventi d’arte, protagonista della scena culturale dell’ultimo decennio.
Milioni di visitatori sbarcati a Treviso e Brescia per ammirare i capolavori degli impressionisti, Van Gogh e Bacon, Cezanne e Monet.
RIMINI è la prossima tappa. Per cinque mesi, dal 10 ottobre al 14 marzo 2010, Castel Sismondo vivrà l’incanto della pittura, da «Rembrandt a Gauguin a Picasso», in mostra le opere conservate nel Museum of Fine Arts di Boston. In contemporanea il castello malatestiano ospiterà «Pittura d’Italia», mentre a Piero della Francesca e ai tesori d’arte a Rimini è dedicato un evento parallelo, che troverà spazio in varie sedi cittadine, probabilmente musei e contenitori culturali.
Gli organizzatori non vogliono ancora svelare i dettagli di un’operazione inedita per Rimini. L’accordo è stato firmato la settimana scorsa, e vede tra i partner la Fondazione Carim, che ha messo a disposizione Castel Sismondo e un contributo economico.
Per Linea d’ombra è una scommessa, anche se i precedenti sono garanzia di successo. Non a caso gli organizzatori hanno puntato sulla provincia italiana, in un periodo a basso impatto turistico. Marco Goldin, spiegano i suoi più stretti collaboratori, si muove ai margini delle tradizionali rotte culturali (Roma, Milano, Venezia) e anche l’idea di promuovere le mostre riminesi durante i mesi invernali conferma la scelta di puntare sul circuito scolastico.
FATTA eccezione per gli appuntamenti promossi dal Meeting, Rimini non ha mai tentato di imporsi come polo d’attrazione turistico-culturale, nonostante alcune recenti ‘scoperte’ - è il caso della Domus del chirurgo - abbiano dimostrato che esiste un mercato che non apprezza solo i parchi e la piadina.
foto by http://flickr.com/photos/wallyg/