RIMINI e il Giro d’Italia 2009, un ‘matrimonio’ che si può fare. «Angelo Zomegnan (il direttore della celebre corsa rosa) mi ha telefonato lo scorso 6 ottobre – rivela l’assessore allo sport Donatella Turci –, chiedendomi se poteva esserci la disponibilità a ospitare l’arrivo di una tappa.
E’ chiaro che un evento come il Giro rappresenterebbe un bel ritorno di immagine per la nostra città, nella memoria collettiva il ciclismo è legato sempre ai grandi campioni, al passaggio della borraccia tra Coppi e Bartali. E’ una disciplina popolare, insomma, che piace a tutti, al di là di quelle che possono essere le vicende legate al doping. Ora dobbiamo valutare con attenzione i conti, il bilancio comunale per il prossimo anno, quindi vorrei fissare un appuntamento con Zomegnan per approfondire il discorso».
LA VOLONTA’ di portare una tappa da queste parti dunque c’è – e la data, come detto, cadrebbe su domenica 24 maggio, pertanto fuori dall’ambito del Festival del wellness, in calendario una settimana prima –, ma è chiaro che il discorso economico non è affatto secondario. «Certo, ci sono dei costi e bisogna vedere tante cose, compresi gli eventuali sponsor che potrebbero entrare in un’operazione del genere. Soprattutto in quel 2009 in cui il Giro celebra l’edizione del Centenario».
E A PROPOSITO di partner economici, si era vociferato della ditta Fratelli Anelli, azienda con sede sulla via Marecchiese che opera in materiali da costruzione, manufatti in cemento e altro ancora. Ma Alvaro Anelli, uno dei titolari nonché appassionato a diciotto carati della bicicletta, frena. O meglio: rinvia di un anno.
«Nel 2010 la nostra azienda compirà cinquant’anni – rivela Alvaro, 69 primavere sulle spalle e ancora la ‘gamba’ tonica per sorbirsi decine e decine di km in sella ogni domenica –. Bene, per quella data potremmo farci un pensierino, non le nascondo che mi piacerebbe proprio che il Giro facesse tappa da qui davanti all’azienda la carovana del Giro. E una partenza, se devo essere sincero, la preferirei a un arrivo: prima del via si potrebbero scambiare quattro chiacchiere con i corridori, i tecnici, i dirigenti…» , si illumina all’idea Anelli, che non è invece orientato a farsi coinvolgere nella prossima edizione. «No, per il 2009 non mi interessa. E poi ci sono tante altre cose da sistemare, adesso tira un’aria diversa, speriamo piuttosto di poter superare questa crisi che attanaglia e condiziona un po’ tutti», riflette Alvaro Anelli, che da amante dello sport delle due ruote non si è certo perso i recenti campionati mondiali andati in scena a Varese («Eravamo lì, è stato bellissimo»).
alb.cresc
Tratto da
Il Resto Del Carlino del 23 Ottobre 2008
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