Cagnoni detta la linea per disinnescare i concorrenti riccionesi Ma i costi di gestione sono già un incubo: ben che vada avremo due strutture a pareggio
Cagnoni detta la linea per disinnescare i concorrenti riccionesi Ma i costi di gestione sono già un incubo: ben che vada avremo due strutture a pareggio
RIMINI - Il congressuale a Rimini va bene, meglio che nel resto d'ltalìa, e le presenze crescono, Ma a guastare la festa ci sono due minacce che incombono: la concorrenza in casa, cioè fra le strutiure di Riccione e Rimini. e i costi di gestione che prefigurano per i prossimi anni uno scenario di perdite da far rizzare i capelli. L'occasione per fare il puntoo è stata la conferenza stampa che Convention Bureau ha tenuto ieri mattina, schierando il presidente Mauro Ioli e il direttore Stefania Agostini, il prof. Attilio Gardini che ha illustrato i dati dell'Osservatorio relativi al primo semestre 2009 e alle proiezioni del secondo. E poi lui, il number one di Rimini Fiera Lorenzo Cagnoni, Maurizio Temeroli per la Camera di Commerc:io, Massimo Masini presidente di Aeradria. e alcuni amministratori comunali: Maurizio Melucci, i sindaci di Riccione. Bellaria e Cattolica. Ma più dei numeri positivi del Congressuale, la scena è stata occupata dalle parole pronunciate da Cagnoni in risposta ad alcune domande poste dai giomalisti. Primo: la gestione fra i Palas di Rimini e Riccione secondo il presidente dovrà essere concordata o, meglio ancora, unitaria. Perché, ha spiegato, solo in queslo modo si eviterà quella 'competizione che altrimenti rischierebbe di diventare pericolosa per entrambe le strutture. Cagnoni ha detto ancora di più: si è augurato che siano "molti e autorevoli coloro che lavorano per una soluzione di carattere unitario dei due Palas". Il timoniere della Fiera si candida ad un ruolo, di fatto, di superpresidente delle due strutture congressuali, ma chissà se i riccionesi gradiranno essere eterodiretti. Secondo il sindaco della Perla presente in sala, " la gestione unica è un obiettivo condivisibile', ma tenendo pre senti le diverse storie di territorio e gli investimenti che sono avvenuti. Cosa significherà concretamente e se i 'campanili' troveranno soddisfazione, sarà tutto da vedere. Veniamo al capitolo costi. Cagnoni ha messo le mani avanti: 'I contenitori congressuali hanno una vita economica stentata e nella stragrande maggioranzaa dei casi i gestori sono contenti se alla fine dell'anno chiudono a pareggio'.
E per essere ancora più chiaro ha aggiunto che quando 'abbiamo deciso di fare il grande invetimento realizzando il nuovo Palas, non ci siamo illusi che quell'investimento potesse ripagarsi coi proventi della gestione. Ci attendono, par di capire anni di debiti da ripiagare. E in che modo l'ha spiegato sempre Cagnoni: il mutuo di 28 milioni di euro dovrà essere estinto per metà con il canone di locazione corrisposto da Convention Bureau (1 milione e 100 mila euro) e per l'altra metà grazie alle famose royalties corrisposte dagli albergatori. Due strade per null in discesa. Attualmente Convention Bureau paga un canone annuo di 50 mila euro (poco più che politico), ed è in perdita. Come farà a pagare oltre 1 milione l'anno sarà una bella scommessa. Mentre per quanto riguarda le royalties (un'idea che Cagnoni ha definito 'del tutto inedita' e che dovrebbe essere presa ad esempio in tutta Italia e anche dai vicini riccionesi) gli alberghi aderenti al momento sono 38. 'Ne abbiamo un'altra ventina hanno già aderito e che entreranno a far parte del Consorzio entro la fine di gennaio' assicura la presidente di Aia Palas, Alba Pellegrini 'Poi stiamo parlando con altri alberghi con l'obbiettivo di arrivare a quota 70"
A livello di cifre però è ancora tutto da definire: qual'è la cifra che l'albergatore dovrà corrispondere a presenza? In passato
si era detto 8 euro: 'Non è ancora definita, ne stiamo discutendo proprio in questi giorni', risponde la Pellegrini. Si riuscirà con 70 hotel a far fruttare oltre 1 milione di euro di entrate per pagare il mutuo del Palas? Ogni albergo dovrebbe contribuire con circa 15.714 euro annui. Avanti. Dovremo abituarci a convivere con due Palas che, ben che vada. saranno in pareggio". A proposito di cifre da definire non mancano le sorprese: 'Avvicinandoci all'inaugurazione andiamo scoprendo che probabilmente c'era stata qualche timidezza nell'analisi e nelle previsioni di alcuni costi di gestione. ma tutto perfettamente assorbibile". Con linguaggio molto soft, Cagnoni ha praticamente rivelato che sono stati conteggiati costi inferiori a quelli reali e quindi il quadro generale peggiora. E quando sarà inaugurato il nuovi Palas? Secondo il Pd alla vigilia delle elezioni il taglio del nastro sarebbe avvenuto lo scorso settembre, poi entro l'anno, poi nelle primissime settimane del nuovo anno. E invece, ha detto ieri mattina Cagnoni, 'entro la prima quindicina di aprile.