Francesco Guccini Pesaro: Sarà l'esperienza maturata negli anni, sarà quella vena di ironia che ne ha sempre caratterizzato l'intelligenza arguta e lo sguardo vivo. Sarà, ma la voce di Francesco Guccini da Modena, classe 1940, è leggera tanto da sembrar noncurante delle cose del mondo. Lui che ha scritto canzoni struggenti e definitive come l'inno anarchico La locomotiva (quello di "trionfi la giustizia proletaria") o ciniche e amare come l'arcinota L'avvelenata ("se io avessi previsto tutto questo...").
"I vecchi cavallicorrono ancora"
Ma anche irriverenti, colte e scanzonate come La fira ad San Lazar o La Genesi.È sempre stato considerato un cantautore "politico" e ha sempre respinto l'etichetta ("non ho mai detto che a canzoni si fan rivoluzioni" canta ne L'avvelenata, e più chiaro di così non si può).Eppure la forza del suo carisma è anche questa: saper infiammare gli animi più rivoluzionari nonostante un look da vecchio professore di filosofia, un amore passionale per la letteratura, una spiccata propensione per le partite a carte in osteria e una predilezione per il buon vino che anticipava le mode.Ballate folk, jazz, tango, milonga: nella sua musica c'è tanto, ma c'è soprattutto il pensiero, c'è la riflessione, c'è il passare del tempo, la storia piccola che si fa grande.Guccini, scusi l'irriverenza, ma la foto che la ritrae sul manifesto del concerto da tanti anni è sempre la stessa. Paura di invecchiare?(ride) "Me lo chiedono tutti. Non è una foto, è un logo, come foto è molto sgranata, era sul retro di Stanze di vita quotidiana (1974) ma risale addirittura al '71: non è che non voglio arrendermi al tempo che passa".Lei era sul palco a Bologna insieme a Romano Prodi dopo la vittoria elettorale, sabato suonerà alla Festa nazionale de l'Unità: è sempre stato considerato forse suo malgrado un cantautore politicizzato."Seguo la politica come una persona normale: non mi sento un uomo politico, non ho nessuna intenzione di darmi alla politica vissuta. Sono uno che si interessa e che ha delle idee".Eco ha detto: "Guccini è il più colto dei cantautori italiani". La sua bibliografia ormai è lunga quanto la discografia. È rimasto un paladino della canzone d'autore impegnata?"Impegnata è una parola grossa che fa parte di un vecchia polemica, risale al dopoguerra, però allora si diceva engagè. Ma la canzone d'autore esiste e lo dimostrano i fatti, i vecchi cavalli corrono ancora come erano abituati a correre".E i nuovi "cavalli"?"Non seguo molto la musica, sono più un lettore di libri che un ascoltatore di dischi, ascolto i cd che mette la mia compagna".Parlando dei giovani, anche il romagnolo Samuele Bersani si può definire engagé quando canta dello "scrutatore non votante"?"Engagé non so se lo è, non lo sono nemmeno io, però Bersani è molto bravo".L'8 maggio 2006 lei ha ricevuto un voto durante il primo scrutinio per l'elezione del presidente della Repubblica. Ha saputo chi l'ha votata? E come si è sentito in quel momento?"No, non ho scoperto chi è stato, sarà stato uno scherzo. Mi dispiace però che con un solo voto non vieni inserito agli atti. Ma sarà molto difficile scoprire chi me l'ha dato".Dario Fo dice che Guccini è "una voce di gioventù". Lei ha 66 anni e ai suoi concerti ci vengono i ventenni. Come si sente? Un padre? Un modello da seguire o un amico saggio?"No, no, sono parole grosse. Sono uno che va sul palco e dice delle cose".Però le darà una certa soddisfazione."Ma certo, molti di quelli che vengono hanno anche meno di vent'anni. Ho sempre detto che parlare per i reduci sarebbe tristissimo".Ritratti è del 2004. Nel 2005 è uscito Anfiteatro live. A quando un prossimo cd in studio?"Non tanto presto. Ho solo due brani nuovi pronti, aspetto che ne vengano fuori altri. Sicuramente uscirà prima un libro, a gennaio. Sarà un nuovo giallo scritto con Loriano Macchiavelli, edito da Mondadori: Tango e gli altri".La scaletta del nuovo tour va sempre da Canzone per un'amica a Locomotiva?"Certo, con tutto il ripieno in mezzo".Anche questo in fondo è un logo, un marchio di fabbrica?"Anche questo è un logo"