LA CRISI finisce anche dentro la fossa. E un mercato di nicchia, ancorché da leccarsi i baffi, come quello del formaggio di fossa, fa i conti con i tagli alle spese delle famiglie. La riprova a Talamello sono le due fosse quest’anno rimaste vuote, cioè senza i tradizionali sacchetti di tela contenenti le forme irregolari dal sapore deciso e dall’aroma intenso. Tutto questo nonostante l’annata per il fossa si preannunci straordinaria.
«Il formaggio è stato estratto lunedì, e la qualità già al primo assaggio è ottima — assicura Maurizio Palazzini, proprietario di alcune fosse nel balcone dell’alta Valmarecchia — Purtroppo registriamo una diminuzione nella produzione, a causa di due fosse rimaste vuote». Palazzini lo sa bene, perché una delle due sguarnite è di sua proprietà, un «cunicolo» a forma di pera nel quale solitamente si adagiano 30 quintali di pregiato fossa.
«E’ comprensibile — aggiunge però Palazzini — in un momento in cui gli italiani sono costretti a tirare la cinghia, i prodotti di nicchia come il fossa possono risentire». Secondo i calcoli, la produzione di fossa 2008 a Talamello si assesterà sui 250 quintali, frutto del «lavoro» delle 10 fosse attive sulle 22 totali censite (ma mai utilizzate, eccezion fatta per le due ora ai box). E il prezzo, la crisi influirà anche sul costo? In fiera (l’Ambra di Talamello parte domenica 9 novembre e si ripete il 16) sarà compreso tra 20 e 23 euro al kg, mentre nei negozi del territorio potrà arrivare a 26/28 euro.
Sul «pasticciaccio» della Dop, è ancora notte fonda. In agosto, il Ministero delle Politiche Agricole aveva concesso il marchio Dop a Sogliano mentre era sparita la dicitura Talamello. La Regione Marche ha invitato produttori e amministratori il prossimo 19 novembre ad Ancona. Il sindaco Rolando Rossi: «Siamo ancora fermi alla fase della discussione». Perché questo tradimento?
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Tratto da
Il Resto del Carlino del 6 Novembre 2008
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