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Rassegna alla cineteca comunale. Il cinema racconta i precari Fiori: «A Rimini sono uno su 5»

Film dedicato ai precari

DEDICATO ai 'precari'. A tutti quelli che hanno contratti a progetto, a tempo determinato. A tutti quelli che ogni anno, con ansia, aspettano di sapere se il loro posto di lavoro verrà rinnovato o meno.

Storie di precarie e precari quelle che racconta la terza edizione de Il cinema racconta il lavoro, la rassegna al via da martedì primo aprile in Cineteca. Ad aprire la manifestazione uno dei tanti film inediti proposti dalla rassegna, il bellissimo Parole sante di Ascanio Celestini, in cui l'irresistibile attore e regista romano narra rabbie e delusioni di un gruppo di giovani che lavora (pagato a cottimo) per un grande call center della capitale.

«Non è un caso - osserva l'assessore alle Politiche Anna Maria Fiori, l'assessore alle Politiche del lavoro - che si parta proprio con Celestini: l a sua opera rappresenta, forse meglio di tutte le altre, le difficoltà del mondo del lavoro di oggi e l'ambito in cui, come amministrazione comunale, cercheremo di intervenire». Anche perché Rimini non è messa proprio benissimo. Da un lato, è vero, il tasso di disoccupazione è piuttosto basso (4,2% sulla popolazione, contro una media regionale pari a 3,7%), e il 42% dei giovani tra i 18 e i 30 anni ha un'occupazione più o meno stabile. Dall'altro lato, però, «i precari sono ancora tanti, e non solo nel settore del terziario (che occupa il 70% dei riminesi). Nel 2004 i lavoratori senza un'assunzione a tempo indeterminato a Rimini ammontavano a quasi 19mila, pari al 18% sul totale degli occupati».

Questa rassegna, insomma, è anche per loro. Perché «oggi - sottolinea l'assessore alla Cultura Stefano Pivato - il precario non ha più certezze e prospettive». Si parte dunque l'1 aprile col film di Celestini (Cineteca, alle 21), si prosegue l'8 con Rosso Malpelo di Pasquale Scimeca, mentre il 15 sarà la volta di I n fabbrica, diretto da Francesco Comencini. Il 22 aprile spazio a Signorinaeffe (di Wilma Labate), il 29 sul grande schermo protagoniste le storie degli emigrati italiani nelle miniere del Belgio con Mineurs (di Fulvio Wetzl). Chiude la rassegna Le pere di Adamo, di Guido Chiesa.

(foto di http://www.flickr.com/photos/petar_kurschner)

Tratto da Il Resto del Carlino di Manuel Spadazzi del 28 Marzo 2008

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