LA PARTITA a scacchi si chiuderà nel giorni dei morti. E per molti consiglieri sarà davvero un novembre di lacrime e sangue.
LA PARTITA a scacchi si chiuderà nel giorni dei morti. E per molti consiglieri sarà davvero un novembre di lacrime e sangue.
A decine dovranno lasciare le poltrone delle società partecipate. Una sforbiciata che ridurrà di circa la metà gli attuali consigli di amministrazioni. Si gioca ancora sui numeri, spostando le pedine a seconda dei delicatissimi equilibri tra enti pubblici, partiti e soci privati.
L?assemblea di RiminiFiera verrà convocata il 5 0 6 novembre per nominare il nuovo consiglio direttivo prorogato fino all?entrata in vigore del decreto Lanzillotta.
Degli attuali 14 componenti, ne resteranno nove al massimo dieci, mentre qualcuno sostiene che non potranno essere più di sette.
Comunque sia qualcuno sarà costretto a fare le valigie.
Il presidente Lorenzo Cagnoni è alle prese con le tessere del complicato puzzle: domani e venerdì incontrerà le parti per fissare il numero dei consiglieri che andranno in dote agli azionisti privati. Anche i compensi dovranno, ovviamente, essere in linea con i parametri indicati dalle legge. Un dimagrimento forzato che fa storcere il naso e che rischia di incrinare equilibri consolidati.
ANCHE AERADRIA, la società che gestisce lo scalo riminese, dovrà usare il dosatore per miscelare i nuovi assetti.
Il presidente Massimo Masini ha già convocato l?assemblea straordinaria e fatto due calcoli. 'Degli undici consiglieri attualmente in carica ne sopravviveranno sette: cinque di loro espressione degli enti pubblici, due indicati dai privati'.
A Provincia, Comune di Rimini, Regione e Repubblica di San Marino toccherà una poltrona a testa, la quinta è da vedere se andrà a Riccione.
Ancora da definire, invece, la componente privata. Sui compensi Masini è tranquillo: 'La legge impone a chi guida Aeradria una retribuzione non superiore all?80 per cento del compenso percepito dal presidente della Provivincia, ma il mio stipendio è già dentro quel limite'.
Ai consiglieri spetta ora un gettone, dunque rischiano poco. Più incerta, invece, la retribuzione spettante ai vice presidenti.
Da qui a qualche giorno verranno rese note le nomination; vista l?aria che tira, per gli esclusi, non sono previsti ripescaggi.