«UN GRUPPO di amici che fa cose che farebbe comunque, ma le fa assieme ad altri amici che altrimenti queste cose non riuscirebbero a farle».
«UN GRUPPO di amici che fa cose che farebbe comunque, ma le fa assieme ad altri amici che altrimenti queste cose non riuscirebbero a farle».
Con un gioco di parole i volontari dell’associazione Papa Giovanni XXIII celebrano i primi 20 anni del gruppo Isaia 35, il cui nome prende origine dal passo omonimo del profeta Isaia.
Una realtà di solidarietà e condivisione che oggi arriva anche sino ad oltre 150 persone (anche più nei campeggi estivi) dove la normalità è per tutti quella del cuore e dello spirito al di là delle disabilità fisiche.
In questo week-end di carnevale scadono i 20 anni da quel lontano giovedì grasso del 1989 quando un’ottantina di persone celebrò l’inizio di questo nuovo cammino. Da allora tanti volti, tante storie, ma un’unica grande anima.
«Se penso all’anima del gruppo - dice Cristina, pioniera del gruppo Isaia - quello che mi passa per la testa e nel cuore è la bellezza di un’amicizia che va oltre i soliti schemi, che mi fa incontrare persone a cui molti non si vogliono legare e che forse un po’ ‘spaventano’ per la loro diversità. Ma è proprio il legame con questa diversità, cioè con l’originalità di ognuno, che mi libera e mi dona una gioia grande».
In questi tre giorni sono state celebrate feste e momenti di preghiera per permettere alla comunità di ritrovarsi prima presso la chiesa di San Giuliano Borgo e poi alla colonia «Stella Maris» di Marebello. Prossimo appuntamento venerdì 27 febbraio alle 21 nel salole della parrocchia «La Resurrezone» alla Grotta Rossa per un incontro formativo dal tema «Educarci alla reciprocità».
foto by http://flickr.com/photos/loungerie/