Terminata l'Altra Sera la Maratona Di 6 Sedute, Approvata La Tormentata Variante. Si Calcola Un Incremento Di Superfice Di 15.500 mq
Dopo sei sedute, martedì sera il consiglio comunale ha dato il via libera definitiva al mattone nei ghetti: i piccoli insediamenti nel forese, considerati praticamente come territorio urbanizzato, potranno vedere cosi demolizioni e ricostruzioni delle case, ampliamenti per gli appartamenti di figli e nipoti, ma con limitazioni a seconda dei casi, e comunque sempre escludendo la trasformazione di terreni agricoli in residenziali. Insomma, un "mini-mattone" che gli uffici dell'assessore Antonio Gamberini hanno così calcolato: per i ghetti già qualificati come "non-storici" l'incremento di superficie utile nella quale si costruirà sarà di 8.200 metri quadrati; per altri insediamenti che secondo il Prg del '99 erano "storici" e che cambiano di categoria, l'incremento sarà di 7.300 mq; totale 15.500 mq.suddivisi in varie quote nei quartieri 4, 5 e 6.
Un'ipotesi numerica che può essere tradotta, per avere un'immagine, in circa 300 piccole abitazioni, che si aggiungono a quelle già esistenti nei 218 ghetti rirninesi, tenendo inoltre presente che in numerosi ghetti si potrà demolire l'esistente e ricostruire ex novo ma senza alcun ampliamento di superficie utile. Una "riminizzazione" del forese? No, risponde l'amministrazione comunale, tutt'altro: "la variante finalmente approvata - dice l'assessore Gamberini - stabilisce un equilibrio fra le esigenze della popolazione interessata e uno sviluppo sostenibile del territorio".
D'altra parte l'amministrazione comunale, avendo controdedotto e respinto come "non pertinenti" ben 130 osservazioni dei cittadini, sostiene di aver frapposto un muro invalicabile contro le trasformazioni che non erano assolutamente consentite dalla legge urbanistica regionale, quelle cioè che avrebbero trasformato terreni agricoli in lotti residenziali. Tutti respinti al mittente, inoltre, gli emendamenti alle controdeduzioni (216 di Starnini, 4 di Barboni e 2 di Renzi). Andando oltre i tecnicisrni di una variante che ha una storia ultradecennale (l' esigenza politica di vararla risale all'era pre-Ravaioli), questa è la sintesi: il Comune mantiene almeno in buona parte la promessa fatta ad alcune centiaia di famiglie, prevalentemente della base elettorale del centrosinistra, dopo aver dovuto incassare la bocciatura della Provincia e rifatto tutto daccapo. Con la nuova giunta provinciale, che deve mettere l'ultimo timbro, non si prevedono nuovi problemi.