Il recupero dei relitti affondati nell’asta fluviale del fiume Marecchia, dal ponte della Resistenza al bacino del ponte Tiberio, procederà a rapide tappe.
«L’operazione — segnala Palazzo Garampi — fa parte dell’azione intrapresa dal Comune di Rimini per eliminare le situazioni di degrado e pericolosità lungo le banchine del fiume che si erano determinate col tempo». Ben sei intrepidi (dal punto di vista del rischio igienico) subacquei della Sub Gian Neri Rimini si sono immersi nelle acque del portocanale per agganciare i relitti che costituivano pericolo per la navigazione. I relitti sono stati agganciati e issati sulla banchina con un camion, posizionato sui bastioni, dotato di braccio meccanico.
TRA LE ALTRE «perle» riportate alla luce dagli abissi (si fa per dire) uno stranissimo pedalo munito di gomma di scorta e pieno di mitili come un vivaio, un carrello della spesa da supermercato, un carrello per il trasporto di natanti leggeri, addirittura alcuni piccoli motoscafi. Uno dei quali ancora con il motore fuoribordo - tra l’altro di notevoli dimensioni - ancora montato. «Si vede che a certa gente proprio non importa niente delle sue cose», commenta uno dei tanti curiosi che osservavano nella mattinata le operazioni di recupero». Rese più macchinose, va detto, per il fatto che molte barche erano ormeggiate... al loro posto. Il che ha costretto a fare slalom con i relitti recuperati, e a spostarne alcune perdendo tempo.
Nei prossimi giorni saranno smaltiti dalla Cooperativa Centofiori, che materialmente effettua l’intervento per conto del Comune come «affidatario dei servizi per la sicurezza, qualità urbana, vigilanza, pulizia e manutenzione delle banchine lungo l’asta fluviale del fiume Marecchia». L’operazione di ieri fa seguito alla prima fase dell’intervento previsto dall’ordinanza emessa dal Comune che ha portato nelle scorse settimane al recupero delle imbarcazioni e degli oggetti accessori alla nautica in cattivo stato di conservazione abbandonati sulle banchine.
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