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L'arte della cucina sarda ritorna a Rimini con Sandalion

Cucina Sarda Rimini

SASSARI. Occorre avere fede per andare a conquistare turisti nella patria del turismo di massa, Rimini. Certo non manca a quelli della sezione sarda della Compagnia delle Opere, costola di Comunione e Liberazione nata per mettersi al servizio di chi vuol fare impresa col rispetto della persona.

E non hanno dovuto «pregare» la Camera di commercio per aiutarli a compiere un piccolo miracolo: per una settimana aprire un ristorante tipico sardo, il Sandalion, nel cuore dell?annuale Meeting «ciellino» di Rimini, una gigantesca kermesse da 800.000 presenze: fare i pirati del turismo nel regno del turismo.

Fare proseliti di sardità, nel senso di buona cucina e ospitalità, nel centro dell?italico divertimento. Il miracolo si è compiuto e forte del successo ottenuto la Cdo è pronta a ripeterlo per il terzo anno a Rimini Fiera dal 24 al 30 agosto: ieri l?annuncio nella sede della Compagnia in via Guarino. «I numeri delle scorse edizioni sono più che confortanti- spiega la direttrice Paola Apeddu-: 10.000 coperti in 7 giorni nei 350 posti a sedere (circa 1500 al giorno, di media), clienti soddisfattissimi e tra loro diversi nomi eccellenti hanno apprezzato le specialità sarde: tra esse Giulio Andreotti, Clemente Mastella, Roberto Formigoni, Letizia Moratti, Luigi Manconi, Julian Carron, Luca Volontè, Santo Versace...».

I piatti sono stati preparati grazie a 40 volontari messi a disposizione dal Meeting, più 20 made in Sardinia e a circa 50 imprese molto interessate a questa opportunità. «Nata un po? per gioco - dice il presidente della Cdo, Franco Mascia - quando la Compagnia, dal desiderio di molti suoi soci (quelli sardi sono 140) che da anni frequentavano il Meeting e da altri che lo conoscevano dai resoconti dei media, di creare un?occasione di visibilità per la propria terra e di valorizzazione delle sue imprese e dei prodotti. Nel 2006 nasce il primo ristorante sardo, un?esperienza talmente positiva che abbiamo voluto darle seguito e che è stata copiata da altre regioni».

Presenti tutti gli elementi dell?immaginario culinario sardo e anche di più, in modo da mostrare che la cucina isolana non è solo «su porceddu»: che ci sarà (rielaborato al profumo di mirto), ma lo staff di qualificati cuochi professionisti proporrà anche piatti tradizionali come gnocchetti alla campidanese, fregola con cozze e verdura, culurgiones al ragù di agnello, stufato di agnello alle olive; e prodotti tipici come salumi, formaggi, pane, dolci, vino, olio d?oliva e panadas fatte in casa. Quest?anno i menù saranno più ricchi e sempre rigorosamente preparati con prodotti sardi.

E l?altra novità è rappresentata dalle degustazioni, presentate direttamente dagli imprenditori. Il presidente della Camera di commercio, Gavino Sini, esalta questo modo di fare promozione turistica con mezzi piuttosto ridotti: 10-15.000 euro l?investimento previsto. «Ma è una semina mirata - dice -, che garantisce un ritorno di immagine. Si tratta di un evento straordinario ed essere entrati nella rete è estremamente importante. Tra le 800.000 persone del Meeting, un pubblico trasversale che va dall?operaio al banchiere, dal piccolo impresario al top manager e al politico, tanti sono stranieri». Ammaliarli con una cena di quelle che solo i sardi sanno preparare vale molto di più che un anonimo depliant.

Foto by http://www.flickr.com/photos/bert52/

Tratto da La Nuova Sardegna del 13 Agosto 2008

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