E’ PROPRIO vero, mai guardare la classifica per valutare un derby, per avventurarsi in azzardati pronostici.
E’ PROPRIO vero, mai guardare la classifica per valutare un derby, per avventurarsi in azzardati pronostici.
Succede così che l’Aget, la disperata Aget reduce da 8 stop nelle ultime 9 gare, viene a sbancare il Flaminio giocando una gara intensa, col sangue agli occhi. Una partita che vede gli imolesi tirare col 61% da tre, trascinati dall’infallibile Riley. La Coopsette ha naturalmente parecchie cose da rimproverarsi: la coralità è mancata, ci si è affidati troppo alle soluzioni personali, soprattutto a un infruttuoso bombardamento dall’arco (ben 34 tentativi e appena il 26% di realizzazione).
Sotto tono Goss (8 perse per l’eroe di Reggio) e granchi che devono accantonare i sogni di gloria e rimettersi a pedalare a testa bassa, senza staccare le mani dal manubrio. Dettaglio favorevole ai biancorossi di casa, la differenza canestri nei confronti dell’Andrea Costa è salva (+14 all’andata).
C’E’ UN BEL colpo d’occhio al Flaminio, fascino dell’unico derby superstite. E Imola è la più lesta ad accendersi, spinta da quel Valters che nelle sue prime 3 apparizioni in Legadue non aveva mai inciso. Il lettone è un fattore e Rimini scivola indietro (11-15). Ma il break è dietro l’angolo. I granchi mordono un po’ di più e dai recuperi fioccano comodi contropiede, per un 12-0 che ribalta tutto. Nel momento migliore, però, la Coopsette si pianta: qualche titubanza, tiri strabici, difesa che perde intensità e l’Aget ne approfitta per portarsi al primo ‘riposino’ sul +3.
Pinton intanto non la mette e senza quelle triple sugli ‘scarichi’ l’attacco biancorosso stenta a trovare sbocchi. Lo sgusciante Bunn carica di falli i lunghi avversari e permette ai suoi di tenere il naso avanti (28-32), prima del bruciante uno-due di Pinton dall’arco, due bombe ravvicinate che restituiscono fiducia al play mestrino e fanno respirare i granchi. L’incontro, però, non lo prende in mano nessuno e non sorprende che all’intervallo lungo le squadre rientrino negli spogliatoi in perfetta parità.
IL TERZO periodo è praticamente ininfluente: si infiamma Scarone, replica il solito Bunn per un 19 pari di parziale, con i giochi apertissimi quando il match entra nel suo ultimo spicchio. Qui, con 5 punti a fila di McCray, prova a scappare Rimini (71-66 e possesso), ma la risposta dell’Aget non si fa attendere: l’onnipresente Bunn e soprattutto Riley confezionano un 10-0 che scotta i granchi, feriti pure dalla tripla di Valters (72-79). Un paio di acuti di Rinaldi riportano i Crabs in carreggiata e a 2’55’’ una bomba di Goss completa la rimonta (a quota 81).
Sempre Goss, in uno sporadico momento sì, riporta sopra i suoi, vantaggio ribadito dai liberi di Scarone (85-83, 1’37’’ da giocare). Ora il pallone pesa una tonnellata, però Riley sembra non accorgersene: tripla — la settima! —, penetrazione e i giochi sono (quasi) fatti. Goss perde palla (con fallo?), Bunn imbuca un libero, Riley schiaccia. Chiusa lì.
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