Le Regioni dicono “no” alla coesistenza tra culture tradizionali e organismi geneticamente modificati. Su proposta dell’assessore all’Agricoltura dell’Emilia- Romagna, Tiberio Rabboni, ieri a Roma è stato deciso di ritirare il documento che, su indicazione dell’Unione Europea, doveva essere esaminato per consentire, dopo il passaggio in Conferenza Stato-Regioni, l’ingresso in Italia degli Ogm.
Rabboni ha lanciato una grande consultazione con i rappresentanti del mondo agricolo, dei produttori biologici, degli ambientalisti e dei consumatori, per poi decidere il da farsi a proposito degli Ogm. «Quanto avvenuto oggi – ha concluso Rabboni – è la migliore risposta alle insinuazioni di chi in questi giorni ha voluto pretestuosamente scorgere nella posizione della Regione Emilia-Romagna un atteggiamento di apertura verso la coltivazione di organismi geneticamente modificati in Italia.
La realtà è esattamente l’opposto di quanto viene rappresentato, dal momento che nel 2004 è stato il Governo Berlusconi a legiferare sulla coesistenza e contro quella legge le Regioni hanno fatto ricorso alla Corte costituzionale, vincendolo».