Stagionali, la svolta: ok al nuovo contratto

Contratto lavoro stagionale del turismo


MANCAVA dal ’92. E ora potrebbe fare lezione in tante altre località italiane. E’ il nuovo contratto integrativo sul lavoro stagionale del turismo, firmato ieri da Cgil, Cisl e Uil e Confesercenti.

Assenti per ora Confcommercio e Associazione albergatori, «e questo ci rammarica – dicono in coro i sindacati e Mirko Pari, di Confesercenti – perché iniziative come questa meriterebbero la condivisione di tutti». Intanto il primo passo è stato fatto, con un contratto «garantisce più tutele e diritti» e uno stipendio maggiore a chi fa la stagione estiva in un hotel, in un bar, in un ristorante, in uno stabilimento o in qualsiasi altra attività turistica, e «va finalmente a regolare la situazione degli apprendisti – osserva Pari – che per noi sono una risorsa importante».

Nel 2008 i lavoratori stagionali con contratto d’apprendista furono 1701 in tutto il Riminese, di cui 522 minorenni. Le norme nazionali non incentivano le imprese ad assumere apprendisti, specie se minorenni. Non a caso da tempo il ministro Sacconi lavora a una riforma.«E noi con questo contratto superiamo ogni difficoltà, assicurando più tutele sia ai lavoratori – continua Pari – che alle imprese». Il nuovo contratto integrativo prevede per gli apprendisti formazione di 15 ore a inizio stagione (era uno dei scogli su cui si era arenato il contratto, a cui si lavora dal gennaio 2008), la garanzia di un contratto minimo di 2 mesi.

Cambiamenti importante anche per tutti gli altri stagionali, che sono una marea (circa 30mila l’anno scorso): d’ora in poi, nei picchi di maggior affluenza, le imprese potranno chiedere ai lavoratori di fare più di 40 ore settimanali, a patto che gli ‘straordinari’ non siano per di più di 4 settimane, e che venga riconosciuto il giusto riposo. Il tutto con la ‘benedizione’ dei sindacati. Novità anche per lo stipendio: dal 2009 sono previsti 20 euro in più al mese per gli stagionali, che diventeranno 40 l’anno prossimo e 90 nel 2011. «Ma il contratto – aggiunge Mauro Rossi, Cgil – è importante anche perché le garanzie agli stagionali. I giorni di infortunio e malattia non saranno più conteggiati insieme, e gli stagionali avranno la priorità sugli altri lavoratori sia per le stagioni successive, sia in caso di assunzioni annuali».

Nella nostra provincia il contratto integrativo per il lavoratore stagionale del turismo mancava dal 1992, ed è destinato a fare scuola anche in Italia. Il contratto arriva «in una stagione che, a causa della crisi e dei tanti messi in cassa integrazione – conclude Pari – vede per la prima volta dopo anni tanti riminesi tornare a fare la stagione estiva».

foto by http://www.flickr.com/photos/30485819@N04/