INCROCERANNO i remi dei loro mosconi, e scenderanno in spiaggia a manifestare. Canotte rosse in picchetto domani a Marina centro, dove si raduneranno i marinai di salvataggio in sciopero per il mancato aumento del loro stipendio.
INCROCERANNO i remi dei loro mosconi, e scenderanno in spiaggia a manifestare. Canotte rosse in picchetto domani a Marina centro, dove si raduneranno i marinai di salvataggio in sciopero per il mancato aumento del loro stipendio.
SCIOPERO confermato su quasi tutte le spiagge riminesi, visto che a nulla è servito ieri l’incontro convocato d’urgenza dall’assessore regionale al Turismo, Guido Pasi, arrivato a Rimini per mettere fine alla vertenza tra i salvataggi e i bagnini di Oasi Confartigianato, unica associazione a non voler concedere l’aumento già accordato agli addetti al salvamento dai bagnini di Marina riminese (Confesercenti) e Sib (Confcommercio).
L’incontro serviva a mettere a punto un piano d’emergenza, per garantire domani il servizio minimo di salvataggio. Giorgio Mussoni, presidente di Oasi, l’associazione a cui sono iscritti 450 dei 520 stabilimenti tra Bellaria e Cattolica, ha ribadito il no all’aumento di stipendio. Ma ha anche fatto la sua proposta a Pasi, e a sindaci e assessori dei 5 comuni della costa presenti all’incontro: se qualche salvataggio lavora, insieme ai quei bagnini dotati di brevetto, il servizio minimo domani ci sarà. La Cgil si è opposta, ma Pasi ha invitato tutti a dare una risposta definitiva entro oggi.
L’INCONTRO con Pasi di ieri però ha chiarito un fatto. L’assessore ha ribadito non solo che i bagnini devono garantire il salvataggio, ma ha spiegato anche che le responsabilità di eventuali incidenti in mare causati dalla mancanza del servizio, è degli stessi gestori degli stabilimenti balneari. Se i bagnini non garantiscono loro il salvataggio (e sono pochi quelli che hanno il brevetto), domani gli operatori saranno «passibili di sanzioni», e, in caso non ci siano le condizioni di sicurezza minime, rischiano in futuro persino la chiusura. Una linea dura già ampiamente annunciata da Rimini, ma che promettono di applicare anche gli altri comuni, da Riccione a Misano, da Bellaria a Cattolica. Le sanzioni previste sono di 1000 euro, e le amministrazioni hanno chiesto a vigili urbani e capitanerie di porto di eseguire i controlli.
«NOI siamo disponibili a dialogare, ma non abbasseremo le richieste fatte», ripete dalla Cgil Mauro Rossi. Che, ieri sera ha incontrato una rappresentanza dei salvataggi per definire con loro le modalità dello sciopero e della protesta. Domattina partiranno 2 pullman, da Bellaria e da Riccione, per raccogliere i marinai di salvataggio e portarli alla manifestazione a Rimini. Il corteo si terrà a Marina centro, «ma non escludiamo — dice Rossi — di andare davanti ai bagni di Mussoni e dei suoi colleghi a Viserba».
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