OTTO MILIONI di euro per offrire un aiuto alle famiglie. Contributi, agevolazioni, esenzioni tributarie: il 5 per cento del bilancio comunale, quasi un milione di euro in più rispetto al 2007. « Le famiglie in passato sono state a volte messe in secondo piano dalle politiche nazionali - sostiene l'amministrazione riminese - Ora devono rientrare a pieno titolo in un sistema di protezione sociale».
IN PRATICA ad essere aiutate saranno le famiglie numerose, quelle che scelgono di tenere gli anziani in casa, le monoparentali e altre, per le quali saranno pensati servizi specifici (dalle agevolazoni sui tributi all'assistenza domiciliare, dalle graduatorie dell'affitto, all'esenzione delle rette scolastiche). Un modo - è il commento dell'assessore Stefano Vitali - per aiutare in maniera più capillare i cittadini. A tale scopo il Comune ha insediato eiri mattina un tavolo per intervenire sui «bisogni nuovi e emergenti della famiglia», al quale siederanno i responsabili di Bilancio, Sociale, Istruzione, Casa e Ambiente del Comune. La cosa era emersa, con tanto di numeri, anche in un convegno svolto nel mese di ottobre a Rimini, in collaborazione tra Comune e Ausl. Era emerso che i minorenni seguiti per problemi legati alla disabilità o a difficoltè relazionali sono 3.792, cui si aggiunge una settantina di giovani seguiti, con percorsi specifici, per malattie rare. Con un trend di crescita significativa, negli ultimi dieci anni. E tra le cause era stata individuata anche la conflittualità dentro la famiglia: il disagio familiare è cresciuto, nel decennio, del 36,78 per cento; i minori seguiti per maltrattamento, abbandono, abuso, sono aumentati del 15,45 per cento; i disagi dovuti a conflitti tra genitori sono aumentati del 91,20 per cento.
QUESTI DATI vanno di pari passo con l'aumento di minori o nuclei familiari seguiti dall'autorità giudiziaria: più 248% di colloqui richiesti dall'autorità giudiziaria, più 109% gli incontri vigilati tra minori e genitori. Dal 2000 sono inoltre cresciute di un terzo le famiglie con un solo genitore e uno o più figli, che ora rappresentano il 12,8 per cento del totale.
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