NELLA Cineteca gremita di giornalisti e curiosi, squilla un telefonino. E Manoel de Oliveira , che all’ultimo festival del cinema di Venezia ha voluto mostrare in un corto l’incomunicabilità tra gli uomini ai tempi della comunicazione globale, non si dà pace. «I telefonini sono la dimostrazione della incomunicabilità. Questa vita moderna diventa sempre più artificiale». Ma il grande regista portoghese continua a raccontarla, questa vita. Anche se «l’arte e il cinema mettono in scena delle convenzioni, delle rappresenzioni.
