Tessarini, musicista europeo

Carlo Tessarini da Rimini


In libreria probabilmente a fine mese, il testo è frutto di una ricerca decennale condotta da Paola Besutti, Roberto Giuliani e Gianandrea Polazzi, e patrocinata dalla Società italiana di musicologia.

In trecento pagine di grande formato, il volume riscopre la vita e le opere di un musicista che nel corso della sua esistenza (terminata nei Paesi Bassi dopo il 1766) aggiunse sempre alla firma la dicitura "da Rimini", a suggerire un amore per le proprie radici. Nonostante l'impegno degli autori della ricerca non è stato però possibile ritrovare l'atto di nascita, probabilmente andato disperso durante terremoti e bombardamenti che colpirono la città.«Quello che sappiamo è che la famiglia di Tessarini era originaria della parrocchia di San Giuliano ? spiega Polazzi, l'unico riminese fra i tre ricercatori ? dove svolgeva attività commerciali soprattutto con l'Istria. La famiglia inoltre possedeva dei magazzini nel territorio della parrocchia di Santa Maria ad Nives».

Di Carlo si ipotizza anche che non fosse il primogenito, dato che non compare negli atti commerciali, e all'epoca erano i primogeniti a ereditare i beni di famiglia.«I figli successivi dovevano cavarsela in qualche modo ? continua Polazzi ?. Carlo aveva un talento che gli consentì di vivere in modo molto dignitoso».Le poche notizie biografiche disponibili su Tessarini lo mostrano a Venezia quale "maestro dei concerti" presso il Pio Ospedaletto ai SS. Giovanni e Paolo nel 1716 e violinista presso la cappella di San Marco nel 1720.

Intorno al 1735 Tessarini si licenziò da questo secondo incarico veneziano ed entrò a servizio della cappella del duomo di Urbino. Una scelta che consentiva al musicista riminese di avere più libertà per dedicarsi alla composizione, alla didattica e all'editoria. Le molteplici attività svolte da Tessarini ne fanno un personaggio di rilievo nella musicologia dell'epoca. Tra le prove di questo suo successo ci sono anche le pubblicazioni "pirata" delle sue opere, ritrovate dai ricercatori nel corso del loro lavoro. Un impegno non di poco conto, dato che il Tessarini viaggiò in tutta Europa e le sue musiche sono presenti in 77 biblioteche disseminate in 13 nazioni.«Una ricerca ancora in corso», dice Alberto Basso, past president della Società italiana di musicologia, spiegando come progetti di questo tipo non abbiano mai fine e riservino sempre nuove sorprese. (m.a.)

(foto di http://www.flickr.com/photos/amenove)