Le MOSTRE come opera didattica e di conoscenza, anzi; rutto: rna insieme di buona
economia.
Le MOSTRE come opera didattica e di conoscenza, anzi; rutto: rna insieme di buona
economia.
Le mostre migliori, oggi come ieri, sono quelle che si dedicano alla pulizia critica e a Una miglioria di un problema artistico. Un autore, ralvolta una scuola, un citra piu fortunata e famosa di altre lunge l'arco dei secoli nell'eroica ItaJia della creazione, Grandi concentrazioni come Roma possono reggere una vastissima rete di relazione, di comunicazione e di didattica reale, che portano sulle pareti I'opera di Giotto, addirittura queUa del Beato Angelico, la bellezza di Hirosige ... Di questi tempi. anche in Emilia e in Romagna, emergono mostre di notevole investimento, e anehe di grande eomunicazione. La qualita dell'offerta fatta al grande Canova dalla Fondazione Cassa e daI Comune di Forll e un model10 di prim'ordine, Lo scorso inverno lunghissimo passato a Bologna in eompagnia dell'irregolare, favoloso Aspertini in Pinacoteea (e con il deliziosissimo Basoli nell'Accademia) e stato un vero e godibile rilancio storico di studio e di sco{'erta. Angelo Guglielmi. assessore di qualita, ha resistito su queste posizioni anche di valore tradizionale, rna che il lavoro critico serio puo rinnovare e riproporre nel mondo.
TUTTAVIA, sembra impossibile ora, con I'aggravarsi della crisi, disegnare un perfetto di analisi, di studio, che continui a portare nuovi risultati fruttuosi entro un'intelligente, produttiva sequenza espositiva. E' necessario, pero, tenere alto il ritmo dello studio e della conoscenza pubblica. E non eon rnostre di noleggio e di affitto che vengono da chissa dove, rna con vere sperimentazioni di studio, indagini critiche, laboratori di scoperta promossi e prodotti da equipes di ricerca. La mostra non e di necessita uno spettacolo eircense. La politica iugulatoria per la storia dell'arte e di addormentamento del museo, esercitata in sede ministeriale (e anche 10 scalpitante rnodemismo dell'assessorato regionale) feriscono anzitutto il ritorno d'una strategia turistica d'alta culrura qual e sempre stata quella bolognese e che era nuovamente risorta nel dopoguerra. In realta, il gusto dei bolognesi' ovvero le grand goiit di Stendhal, un primate di secoli, ritrovato nel secondo Novecento con uno spettacoloso lavoro tra Europa e America, unto coordinato da Bologna, sta ora arretrando visibilmente, sia nell'immagine che nella produttivita economica conseguente. Penso anche a una citra d'arie classica ineguagliabile come Faenza. SENZA ESAGERARE a stiracchiare i bilanci fantastici dell'economia della cultura, con troppe colonne in rosso, bisogna riconoscere che illavoro indirizzato all'urbanistica e ai tradizionali motori storico-artistici bolognesi ha avuto enorme conoscenza nel mondo antico, ed e stato rinnovato in quello modemo. Pochi decenni or sono, Ira iJ 1950 e i11999 - eravamo primi attori e per giunta associati a New York come a Francoforte, a Tokyo e poi a Wash in gton, Dallas. Sidney e Los Angeles. Quante a lavoro museografico, Bologna e anche la pialtaforma deUa Rornagna, colloquiavane con Parigi, Berlino, Vienna, Madrid, Stuttgart, Queste considerazioni chiedono riflessione politica, prima che sia troppo tardi e che ritomiamo a galleggiare nel silenzio.
Foto by http://www.flickr.com/photos/marcodirimini/2115043443/