"OGGI AL MONDO tutto va alla rovescia - Neppure le stagioni sieguono più il loro corso regolare
"OGGI AL MONDO tutto va alla rovescia - Neppure le stagioni sieguono più il loro corso regolare
. Siamo a maggio e fa fresco come ad ottobre; siamo in primavera e ci assalgono le nebbie del novembre; il caldo non si sa più che sia e furiosi temporali con grandinate come quelle del luglio vengono giù a devastare le nostre campagne. E' un fatto questo che comincia ad impensierire...".
COSI' un giornalista dell'Eco di Urbino si esprimeva in un articolo del maggio dell'anno 1900. Quante volte sentiamo dire dai più anziani che le stagioni non sono più come prima? Spesso, per non dire sempre.
Tesi avvalorata anche dall'incalzare dei media che non si lasciano sfuggire situazioni "fuori norma" con titoli e annunci dai toni apocalittici.
Su tutto, poi, domina la "questione" dell'effetto serra, cioè l'aumento di anidride carbonica nell'atmosfera (dovuta alla forte emissione del gas nell'aria sia dai processi industriali sia dai veicoli con motore a scoppio), che provoca, secondo gli scienziati, un innalzamento della temperatura del globo terrestre.
Tale innalzamento è responsabile, sempre secondo gli studiosi, delle "anomalie" climatiche che ogni tanto si verificano.
Addirittura, molti scienziati paventano eventi climatici disastrosi che avverranno nel giro di qualche decennio. Per scongiurare tale effetto, alcuni anni fa, a Kioto (Giappone), quasi tutte le nazioni industrializzate hanno sottoscritto un protocollo che limita progressivamente le emissioni di tale gas, ma sul piano pratico si fa poco o nulla, come nel caso dell'Italia.
Peggio ancora è il comportamento della maggioranza della gente comune: se da un lato ormai è convinta che l'andamento climatico è profondamente cambiato per causa dell'effetto serra, dall'altro non fa nulla per contrastarlo e lo subisce come se fosse una cosa ineluttabile e, forse, sperando che il peggio verrà? più avanti, interessando altre generazioni.
OGGI, TUTTI gli anziani sostengono che durante la propria gioventù, le stagioni erano perfette, ma, in un certo qual modo, sono smentiti dalla breve citazione del giornalista dell'Eco di Urbino. D'altronde, negli anni Sessanta sentivo dire dai vecchi che le stagioni erano cambiate. Oggi i quarantenni sostengono che al tempo della loro infanzia l'estate era estate, l'inverno era inverno e così via. Morale di tutto questo discorso, è quello di sostenere che ognuno di noi lega le stagioni ad alcuni ricordi, alterando la realtà. Che l'effetto serra sia una cosa seria non ho dubbi, ma sono altrettanto convinto che ci dipingono il "lupo" più brutto del reale. Nella mia lunga carriera di appassionato ricercatore di notizie storiche locali, mi sono imbattuto più volte in annotazioni che riportavano "sconvolgimenti" climatici e, certamente, non erano causati dall'effetto serra. Voglio qui riportare alcuni di questi "avvenimenti".
NELL'ANNO 1507, un anonimo cronista urbinate annotava: "In questo tempo andò l'invernata con grandissimi caldi, e no furono neve ne piogge mai, e fu gran secco, che di marzo erano secche tutte le fonti e i pozzi. I molini non potevano macinare, la Foglia tutta l'invernata si passò calzato (con le scarpe ai piedi, ndr)... alli 26 di maggio, si cominciò a mietere per la Foglia, al primo di giugno si mieteva per tutto (il territorio).
Quelli di Cesena venivano a macinare a Cagli.
Era un caldo grandissimo di maniera che i pozzi e le fonti erano tutte secche. Si comprava l'acqua, e non se ne trovava se non nel pozzo di Valbona. Tutti stavano di mala voglia... il 20 luglio si vuotò il pozzo del Mercatale, che sino a quel giorno non aveva mai piovuto, essendo stati senza pioggia per 10 mesi.
L'estate fu bruttissima... per tutto novembre si trovarono le rose in grandissima copia... e furono delle pere, succine (susine, ndr), mele, more di roghi... sicché ogni uno se ne meravigliava, massime che anche se ne trovavano qualche giorno di decembre, e questo fu perché li tempi furono bellissimi... le rose si videro fino alli 4 di gennaro dopo vennero la neve e il ghiaccio".
VERSO LA FINE del Cinquecento avvennero, in anni diversi, abbondanti nevicate nel mese di aprile: "E' arrivata fino a Montelabbate assai grossa". Così puntualizzava l'evento nel suo diario l'otto aprile 1589 Francesco Maria II Duca di Urbino. Tante altre annotazioni, in merito alle nevi di aprile, le ho trovate in fondo a dei protocolli notarili, dove i notai registravano questi avvenimenti con toni preoccupati. Per questioni meteorologiche alla fine del XVI secolo si verificò una grandissima carestìa che portò morte e disperazione.
Da quel momento, per alcuni decenni, avvenne un abbassamento generale della temperatura, con stagioni molto fredde che gli scienziati definirono "Piccola Glaciazione". Questa variazione climatica portò ad un continuo calo della produzione agricola e di conseguenza ad una diminuzione considerevole della popolazione per mancanza di sostentamento.
L'APICE più "strano" di quel "pazzo" periodo accadde alla fine di maggio del 1623: "Il 23 fu grandissimo freddo e venne la neve nei monti e coprì il Campagna, il Nerone ed il Catria. Il 24 venne di nuovo la neve e coprì tutta la terra fino al 28 di detto mese.
Poi l'aria cominciò a riscaldarsi ed a sciogliere la neve, che, dove si era accumulata, rimase ancora diversi giorni. Successivamente ad ogni pioggia ha tempestato. Dio ci aiuti".
Così scriveva in fondo ad uno dei suoi registri il notaio urbinate Placido Vagnerelli. Nell'inverno del 1639 non si vide una goccia d'acqua e solo a primavera inoltrata cominciò a piovere. Nel 1685/86 ci fu un altro periodo siccitoso con gravi danni alla campagna.
SUL FINIRE del mese di luglio del 1765 delle incessanti piogge colpirono le nostre terre. Ci furono dei morti a Ravenna, a Pesaro, dove le acque straripate dal Foglia arrivarono a metà del Corso. A Fossombrone l'impeto delle acque del Metauro distrusse il ponte che collegava le due parti della città. Nel 1880 ci fu un altro periodo siccitoso e nell'Adriatico, di fronte alle nostre coste, si presentarono le mucillagini, come nel 1990, quando si "incolpò", di tale evento, l'inquinamento dei fiumi che scaricano nel "nostro" mare. Qui mi fermo, tralasciando tanti altri particolari per non annoiarvi. Ah! Dimenticavo: "Avete più sentito parlare del buco dell'ozono?".
foto by orsorama