Mauro Felicori: «Bisogna lavorare in questa direzione in modo continuativo negli anni»
Mauro Felicori: «Bisogna lavorare in questa direzione in modo continuativo negli anni»
Code davanti ai palazzi storici, ressa nelle gallerie, ingressi dei musei presi d’assalto, visitatori in strada fino all’una di notte, opere d’arte ovunque, anche nei luoghi più bizzarri, fuochi d’artificio. Chi c’era, nonostante il freddo che preannunciava la neve, si è divertito moltissimo, mappe e cartine alla mano, a districarsi fra una vernice, una installazione e una performance a cielo aperto. Calato il sipario sulla Notte Bianca - che ha visto insieme con successo Comune, Arte Fiera, Ascom - è tempo di bilanci e di rilanci per il futuro. Sono i numeri a parlare chiaro. Frenati l’anno scorso dalla pioggia - seppur indiscutibile il successo della passata edizione - i bolognesi e non solo si sono buttati nella Art White Night con numeri sorprendenti: quasi venti mila sono stati gli ingressi nei musei e nelle biblioteche civiche, fra sabato e domenica.
È lo stesso direttore dell’Istituzione Musei civici e Biblioteche del Comune, Mauro Felicori, che ha partecipato in prima persona alla due giorni, a tirare le fila di quel successo: «L’in tu i zi on e della Fiera di usare la città come un valore aggiunto è un’id ea che funziona. Se a forti ragioni economiche si aggiunge il coinvolgimento della città col suo patrimonio i risultati si ottengono ». Ma chiusa questa edizione, occorre non fermarsi: «Bisogna lavorare in questa direzione in modo continuativo negli anni, tutti insieme, puntando tutto sulla comunicazione di ciò che Bologna è come fabbrica di cultura ». In un certo senso, chiude Felicori, il lungo week-end legato ad Arte Fiera «getta una nuova luce sulle cose che in realtà ci sono sempre come musei e biblioteche ». Campione d’incassi è stato l’Archeologico dove erano esposte molte opere: il sabato ha visto un numero più che raddoppiato di visitatori rispetto allo scorso anno (6.819 quest’anno, 2.808 nel 2009, 2.265 nel 2008), mentre la domenica ha confermato il dato di quasi mille ospiti.
Triplica l’aff luenza il Medievale, quasi 2.300 visitatori sabato, di cui 2.000 nella sola serata, a fronte dei 700 degli anni scorsi: in questo caso complice è stato il vicino Palazzo Fava, nuovo tassello del Museo della Città sostenuto dalla Fondazione Carisbo che solo sabato ha visto transitare per le stanze affrescate dai Carracci cinque mila curiosi. Più che raddoppiati anche gli ingressi alle Collezioni comunali d’Ar te, che passano dagli 844 del 2009 ai 1.800 dell’altra sera. Successo anche per Sala Borsa, aperta per il primo anno in occasione della Notte Bianca (3.000 ingressi) e per l’Archig innasio (2.800 persone contro i 2.000 del 2008 (nel 2009 non prese parte alla kermesse). Numeri da capogiro anche per “Bo logna si rivela” della Fondazione Carisbo, occasione unica per vedere in anteprima le nuove stanze di Palazzo Pepoli Vecch i o : i n q u a s i 7 . 0 0 0 n e l week-end hanno intuito come sarà il Museo della Città.
Chi oggi tira un sospiro di sollievo è anche Silvia Evangelisti, direttore di Arte Fiera che ha chiuso i battenti con oltre 30 mila visitatori tra collezionisti e appassionati, «un successo considerando l’anno da cui arrivavamo, la neve di domenica e il giorno in meno della mostra mercato ». L’anno scorso furono 50 mila i visitatori, «ma la percezione diffusa è quella di un grande afflusso: segno che abbiamo lavorato bene nelle due direzione che più ci interessavano: una bella mostra per il pubblico e una qualità alta per i collezionisti».
Come ogni anno ci sono gallerie scontente, altre soddisfatte, «ma sono confortata soprattutto dal trend: il mercato si è rimesso in moto. Da noi i saldi non ci sono stati, abbiamo mantenuto sempre lo stesso l’atteggiamento: prezzi non gonfiati e mai svenduti». Quanto alla Notte Bianca, Evangelisti ha le idee chiare: «È stata una grande festa dell’arte, ora chi ci governa dovrebbe mettere a frutto la vitalità e l’esper ienza positive che si sono sviluppate in questi cinque giorni e non farle cadere fino al prossimo anno ».