CENTOQUARANTA milioni di euro da buttare nell’acqua. A tanto ammonta il Piano d’ambito 2008-2012 per il servizio idrico integrato.
CENTOQUARANTA milioni di euro da buttare nell’acqua. A tanto ammonta il Piano d’ambito 2008-2012 per il servizio idrico integrato.
Il piano - con i suoi principali investimenti nei prossimi 4 anni - è stato illustrato dal presidente di Ato (l’Autorità garante) Nando Fabbri e dal direttore Carlo Casadei.
«Non si tratta soltanto di notevoli interventi di qualità ambientale sui cicli d’acqua del nostro territorio — dice Fabbri — ma di opere che daranno impulso agli interventi anticrisi, offrendo nuove occasioni di lavoro».
Saranno ammodernati molti impianti di depurazione provinciali.
Il grosso della somma citata - 44 milioni di euro - sarà investito per l’atteso e già slittato raddoppio del depuratore di Santa Giustina. «Sarà in funzione tra fine 2011 e inizio 2012», dice il presidente della Provincia.
Un’opera molto importante per le esigenze idriche di tutti i comuni costieri, le frazioni Torre Pedrera e Viserba, e dell’entroterra di Rimini nord: 560mila abitanti «equivalenti». Quando sarà attivato manderà finalmente in pensione il jurassico - e spesso in tilt nei momenti di forte carico estivo, con conseguenti guai per il mare - depuratore di Bellaria.
Ma il Piano d’ambito prevede anche potenziamento e manutenzione straordinaria del depuratore di Riccione, con un investimento di ben 6,5 milioni di euro. E di quello di Cattolica, dove saranno investiti 3,5 milioni.
In prospettiva - prevista l’attivazione nel 2015 - c’è il nuovo depuratore della Valconca, a San Giovanni.
Che a sua volta consentirà il pensionamento di quelli costieri di area Sud, nonostante i (necessari) attuali costosi interventi di adeguamento. E ancora, 1,5 milioni per il miglioramento della condotta che collega i serbatoi di Romagna Acque con Santarcangelo, così da migliorare il servizio di rifornimento idrico. Previsto pure il totale rifacimento della rete idrica, così da ridurre le perdite.
Dei 140 milioni del piano, una settantina (68 per l’esattezza) saranno investiti direttamente da Hera. Il resto viene da Romagna Acque, contributi pubblici di vario tipo, finanziamenti statali, società degli asset ecc. Hera ha già investito 12 milioni di euro nel 2008. Procederà con 14 milioni l’anno nel quadriennio 2009-2012.
Anche - ma non solo - per far fronte agli investimenti, in particolare Santa Giustina, Hera ha chiesto e ottenuto incrementi tariffari da Ato (dopo lungo braccio di ferro con la Conferenza dei sindaci e coi sindacati).
Il 21,2% in 4 anni (la proposta iniziale, fatta nel 2008, era di aumentare le bollette idriche del 26%). Così ripartiti: 2009: 4,8%. 2010: 5,4%; 2011: 4,9%; 2012: 6,1%.
Curiosamente, il direttore di Ato Carlo Casadei, cui il presidente Fabbri aveva chiesto durante l’illustrazione del piano alla stampa ragguagli sulle percentuali, ha detto di non ricordarle. Garantendone però l’invio pomeridiano per email o fax alle redazioni.
Stiamo ancora aspettando.
Ma, come si vede, abbiamo altre fonti oltre al «garante».
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