UN PONTE di Pasqua «discreto» secondo gli operatori, quello che termina con gli ultimi rientri di questa mattina. Riempimento tra il 50 e il 70 per cento per i ben 1.380 alberghi aperti della provincia di Rimini (800 nel solo capoluogo).
UN PONTE di Pasqua «discreto» secondo gli operatori, quello che termina con gli ultimi rientri di questa mattina. Riempimento tra il 50 e il 70 per cento per i ben 1.380 alberghi aperti della provincia di Rimini (800 nel solo capoluogo).
Troppi per accontentarli - ovvero riempirli di turisti - tutti.
Così sono stati rarissimi quelli col tutto esaurito «Ma non è ferragosto», allarga le braccia il vicesindaco Maurizio Melucci.
Gli addetti ai lavori non rinunciano però a una doppia polemica.
Nel mirino da un lato i «meteoterroristi», a (presunto) simbolo dei quali viene assunto il Bernacca del Duemilia, alias colonnello Mario Giuliacci.
Dall’altro i bagnini, «rei» di non aver (in parecchi casi) mosso un dito per preparare ai vacanzieri pasquali una spiaggia presentabile e accessibile. «Barriere e lamiere a ostruire moltissimi bagni, non si fa così», tuona Antonio Carasso, presidente di Promozione alberghiera e coordinatore dell’Unione prodotto costa.
«UNA VERGOGNA, ho fatto un’intervista televisiva in spiaggia di mattina — rincara Patrizia Rinaldis, presidente dell’Associazione albergatori — e per arrivarci abbiamo dovuto fare lo slalom con l’intera troupe, tra ostacoli vari, lamiere e rifiuti che nessuno evidentemente non si è curata di raccogliere. Serve più attenzione».
Strutture ricettive del Riminese riempiti «al 50%», secondo il presidente regionale di Federalberghi, Sandro Giorgetti. Tra il 60 e il 70% secondo Carasso e la Rinaldis.
«SULLE PREVISIONI meteo sbagliate è il solito refrain — tuona Giorgetti —. Disastrose, a fronte di un clima in realtà non ottimale, non neppure drammatico come qualcuno aveva annunciato».
«Abbiamo avuto richieste fino a sabato, e il tempo ha tenuto, nonostante le solite errate previsioni catastrofiche — aggiunge la Rinaldis -. Che ci hanno penalizzato soprattutto negli arrivi all’ultimo minuto. In sostanza la Riviera ha tenuto, grazie agli italiani e alle famiglie. I parchi a tema hanno fatto la parte del leone. Anche l’entroterra è andato bene. Tutto sommato, considerando la crisi e anche il terremoto, la gente ha ancora voglia di fare vacanza come quella che offriamo noi, con un ottimo rapporto qualità-prezzo». Ma è presto per dire se questa prova d’orchestra andata bene sia il termometro per la stagione estiva che arriva. «Noi ci accontenteremmo di fare gli stessi numeri del 2008». La Rinaldis ha ricordato pure come gli albergatori riminesi abbiano messo a disposizione dei terremotati le loro strutture, ma finora dalle istituzioni che gestiscono l’ emergenza non sono arrivate richieste.
«PASQUA discreta: pochi alberghi pieni — continua Carasso —. Ciò perché la gente si è ‘spalmata’ più del solito. Il colpo d’occhio sul lungomare è buono. I parchi sono andati bene. La propensione alla spesa è diventata più attenta, ma la nostra offerta tiene».
Anche Carasso insiste sulle previsioni meteo sbagliate: «Giuliacci ha previsto brutto tempo 5-10 giorni fa. Poi ha corretto il tiro. Le previsioni oltre i 2-3 giorni non funzionano. Andrebbe maggiormente sottolineata questa incertezza. Sono state deleterie per le prenotazioni last minute. Mancato ‘grazie’ alle previsioni un 80-85% di riempimento. Mentre abbiamo avuto un tempo ideale per il weekend pasquale».
«Esame di Pasqua superato brillantemente — sostiene Massimo Gottifredi, presidente dell’Apt regionale —. Aperte un 35-40% di strutture in più di 2 anni fa, quando Pasqua cadde nello stesso periodo. Segno che gli operatori sono combattivi in tempi difficili, e si rimboccano le maniche. Bene i parchi, con molti visitatori dal centro-sud». «C’è amarezza — chiosa Gottifredi — perché le previsioni meteo hanno dato indicazioni non realistiche».
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