Pievi Antiche: Il diffondersi del Cristianesimo a Rimini e nel suo territorio è circondato, come ovunque, da storie favolose, da leggende in cui è difficile discernere il vero dal fantastico. Probabilmente fu abbastanza precoce, considerando il ruolo non secondario della città e del suo porto nei traffici con l'Africa e con l'Oriente in epoca tardoromana: e proprio per l'importanza della città e del suo porto Rimini fu scelta dall'imperatore Costanzo nel 359 come sede di un Concilio dei vescovi d'Occidente. Considerando poi gli stretti rapporti della città romana con il territorio che da lei dipendeva, possiamo ipotizzare una diffusione abbastanza rapida del Cristianesimo anche nell'entroterra.
interno pieve san michele
Effettivamente i documenti anteriori al X secolo ci presentano una rete abbastanza fitta di pievi (almeno sedici) a presidio dei luoghi più popolosi e importanti. Ma ogni testimonianza monumentale è stata distrutta da molti secoli; di alcune pievi si è persa anche la memoria topografica, mentre di altre ci rimangono solo ricostruzioni relativamente moderne. La stessa cosa è accaduta all'interno della città, in cui tutti gli edifici sacri più antichi sono completamente scomparsi, persino la cattedrale, dedicata a Santa Colomba, sconsacrata e demolita in epoca napoleonica. Degli edifici sacri superstiti il più antico e affascinante è costituito dalla pieve di Santarcangelo di Romagna, dedicata all'Arcangelo Michele. Sorge a un chilometro dal paese, in una zona pianeggiante, e si presenta come un edificio ad unica navata dalle proporzioni calibratissime e dall'interno luminoso, con le caratteristiche dell'arte ravennate-bizantina del VI secolo; anche l'abside esternamente poligonale, la muratura in mattoni sottili, l'armoniosa serie di finestre centinate, rimandano all'arte ravennate. La cosa non deve meravigliare
Facciata della chiesa romanica di San Salvatore
, perché tutto il territorio riminese era incluso nella pentapoli bizantina ed è stato a lungo difeso contro i barbari, e perché la Chiesa di Ravenna ha avuto per molti secoli parecchi possedimenti fra Romagna e Marche. Una delle poche tracce superstiti di tale condizione è la presenza di dedicazioni di diverse chiese a santi bizantini e longobardi (anche San Michele Arcangelo è uno di questi santi). La nostra pieve oggi si presenta priva di decorazioni, ma scavi archeologici recenti hanno permesso di recuperare frammenti di mosaici pavimentali e di incrostazioni marmoree, documentando così una notevole ricchezza decorativa. Della sua continuità d'uso nel tempo testimoniano il campanile
L'abside della pieve romanica di Verucchio
costruito davanti alla facciata nel XII - XIII secolo, un affresco staccato raffigurante San Sebastiano (XV s.), uno splendido Crocifisso del Trecento (ora in Collegiata) e il cippo su cui poggia tuttora la mensa dell'unico altare: una scultura alto-medievale con tralci di foglie e un uccello rapace che artiglia e solleva un piccolo quadrupede, raffigurati con tratti sommari e un intaglio duro, di gusto barbarico. Sculture medievali così antiche sono rare nel territorio riminese, ma si possono ricordare almeno il bel pluteo frammentario della chiesa di Santa Maria in Pietrafitta (comune di San Giovanni in Marignano), ritrovato da poco, e alcuni capitelli della chiesa di San Salvatore (comune di Rimini, verso Coriano): dell'VIII-IX secolo il primo, forse più tardi gli altri, ma esemplati su capitelli bizantini di cui riprendono le forme e gli intrecci decorativi. Si tenga presente che una buona raccolta di sculture altomedievali e medievali, per lo più frammentarie e spesso di provenienza incerta, è conservata nel Museo della Città a Rimini. San Salvatore è una chiesa interessante, che ha subito molte ricostruzioni e restauri, ma nonostante ciò conserva un aspetto pittoresco, un'aria da solida chiesa ?romanica?, nelle forme semplici e nelle murature disordinate, caratterizzate da filari di pietre e di mattoni, con archetti pensili sui fianchi, piccole finestre a feritoia, qualche frammento di marmo di spoglio, anche romano, riutilizzato. Sulle colline dell'entroterra riminese si possono trovare edifici che conservano qualche piccola testimonianza di un'alta antichità, inglobata in costruzioni piuttosto recenti. Ma per trovare interi, se non intatti, monumenti di antica
La torre cilindrica e la chiesetta di Madonna di Saiano.
architettura sacra occorre risalire la valle del Marecchia: appena oltrepassata Villa Verucchio si potrà ammirare la pieve di San Martino, di rustica architettura romanico gotica, su un declivio ombreggiato da ulivi, ai piedi del roccione su cui sorge Verucchio; poco più avanti si vedrà, al di là del fiume, la chiesa ?tricora? (di impianto assai raro, con tre cappelle absidali) di Madonna di Saiano, pittoresca su un ripido scoglio, affiancata da una torre cilindrica in pietra che ricorda da vicino le torri bizantine; e, ancora più avanti, in territorio feltresco, le chiese di San Leo (Pieve e Cattedrale) e di Ponte Messa, che costituiscono un prezioso nucleo architettonico databile fra l'XI e il XIII secolo.