A FRONTE di una percentuale crescente di riminesi che vivono il turismo come corpo estraneo, e insofferenza verso i vacanzieri, è fondamentale un «piano regolatore dei tempi e degli orari». Nonché il varo del Piano strategico, che metta a fuoco un'idea condivisa di città che si vorrà tra vent'anni. Lo ha detto il vicesindaco e assessore al Turismo, Maurizio Melucci, ieri a Firenze, in un convegno organizzato da Confesercenti, sul tema «La città 24 ore su 24», in collaborazione con Facoltà di architettura, Camera di Commerio e Comune di Firenze.
Con Rimini, invitate Roma, Napoli, Torino, Genova, Bologna ecc. Nel suo intervento Melucci ha rilevato i cambiamenti degli ultimi anni rispetto a 20-30 anni fa: « E' sempre più complesso tenere assieme le varie esigenze. Aumenta chi si lamenta dei rumori: prima contraddizione tra chi vuole divertirsi e chi vuole riposare. AUMENTANO i problemi legati alla sicurezza: la spiaggia di notte non è più solo luogo di incontro ed emozione, ma si possono fare anche incontri diversi».
Melucci giudica poi sbagliata l'idea di riviera uguale a divertimentificio, legata a sballo e trasgressione. «Ci abbiamo messo del tempo ma siamo sulla strada giusta. Il nostro obiettivo è fare di Rimini e riviera la culla dello star bene, del wellness. Non a caso la Notte Rosa e il capodanno Rai: notti di sano divertimento». Solo un rilievo (nostro): i giovani sono quelli che spendono di più nell'extralberghiero. E sono il turismo familiare di domani. Siamo certi che trascurarli pagherà?
(foto di http://www.flickr.com/photos/81213233@N00)
Tratto da
Il Resto del Carlino del 7 Maggio 2008
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