Notte Bianca Cesena:C'era attesa per la Notte bianca; c'era curiosità di vedere cosa sarebbe successo, quale spettacolo sarebbe andato in scena. Il primo vero, sorprendente spettacolo, l'ha offerto la gente, tanta gente, che ha affollato ogni luogo dell'evento cesenate
Cesena, una notte di magia
CESENA. . Gente certamente attesa, ma presente in misura "spettacolare". Gente che ha affollato i gioielli di Novello Malatesta a cominciare dall'antica Rocca resa ancora più suggestiva dalle ombre della notte. In tanti hanno assistito alla rievocazione del palio fra i rioni (ha vinto il cavaliere del rione di porta Santa Maria) e partecipato alla parata con cavalieri e sbandieratori verso piazza del Popolo. Piazza gremita oltremisura, dove è andato in scena Lumen, spettacolo di danze e fuochi. Ma, a dire il vero, nonostante la folla, lo spettacolo è stato per pochi; i danzatori in elegante rosso fuoco, dediti alla disciplina poid pois sono stati penalizzati dall'assenza di uno spazio alto, in grado di dare visibilità a tutti, e da un impianto sonoro più assordante che musicale. Quasi assalita la biblioteca Malatestiana che fino all'una di notte si è aperta alle visite guidate, spalancando anche la sala di lettura. Entrare nella splendida sala del Nuti, buia, illuminata giusto in un tratto del soffitto dal riflesso delle luci esterne, ha aggiunto fascino e suggestione al gioiello prezioso. Assalita pure la deliziosa sala Lignea le cui cimase, restaurate di fresco, hanno fatto da sfondo all'attrice Chiara Muti e alla lettura di una novella del Decamerone di Boccaccio. Una scelta congeniale alla notte di piaceri soavi; un testo adatto alla voce di Chiara Muti; le sue corde musicali hanno assecondato la musicalità della scrittura del Boccaccio, pensata per un gentil sesso sensibile e solo. Alle donne cui l'autore si rivolgeva, l'attrice ha aggiunto la sua tempra romagnola, tipica della personalità di donne che, anche allora, erano risolute fino in fondo. Ad applaudire l'attrice c'era pure la mamma Cristina Mazzavillani, che ha potuto "gustare" l'interpretazione in un luogo di così grande fascino.Tre spettacoli hanno affollato il Bonci, costretto ogni volta a lasciare molto pubblico fuori dal foyer. Piacevole Amaracmand con le poesie romagnole in musica interpretate da Daniela Piccari; risate garbate e surreali con Clelia Sedda e Alessandro Fullin, tornati in coppia come agli esordi, fra irresistibili lezioni di tuscolano e cavalli di battaglia, parodia di classici come Medea.Bonci ancora più esaurito per il concerto clou dell'Orchestra di piazza Vittorio. L'incertezza meteorologica ha fatto optare per un concerto al chiuso, anche se la piazza sarebbe la dimensione ideale per questo gruppo. Un allestimento adeguato però, avrebbe richiesto oneri troppo gravosi. Il pubblico deluso per dover rinunciare all'ingresso, ha comunque potuto seguire il concerto da un maxischermo esterno, sulla piazza del teatro.Molti hanno fatto tappa anche al San Biagio per seguire la proiezione del documentario sulla storia di questa orchestra multietnica realizzato da Agostino Ferrente.Al concerto del Bonci era presente anche Violante Placido, tornata a Cesena nel ruolo di attrice. Accompagnata dal fidanzato e collega di set Fabio Troiano, al San Biagio ha salutato il pubblico convenuto per seguire due suoi film, annunciandone un nuovo di prossima uscita. L'attrice ha ammesso inoltre di essere impegnata all'estero, nelle riprese del kolossal televisivo Guerra e pace.Spettacoli anche nelle gallerie del centro storico; alla Urtoller Stefano Giunchi e il burattinaio Luca Ronga di Adm hanno animato spettacoli non stop per i più piccoli.Palcoscenici anche in piazza Almerici. Seguito con particolare attenzione Nefesh, la danza dell'anima, proposto da un gruppo di danza orientale di Firenze. Eleganti nei costumi sgargianti, precise nell'esecuzione tecnica, affascinanti nella "filosofia" tersicorea, le danzatrici di Nefesh hanno offerto un'interpretazione che ha sorpreso soprattutto i meno avvezzi alla danza.Ai fuochi d'artificio è spettato chiudere la prima parte della notte, mentre la musica ha condotto all'alba del nuovo giorno, dall'arena Comandini al teatro Verdi, ai locali del centro storico, tutti pullulanti di giovani fino al mattino.
Dal tramonto all'alba
La piccola Romagnagrande capitale
CESENA. Dal momento in cui si metteva piede, verso le 2.30, di fronte alla chiesa di San Domenico, proseguendo sull'acciottolato e sull'asfalto di via Zeffirino Re, l'atmosfera che si respirava era di eccitazione. Si andava contro corrente, molte persone cominciavano a tornare verso le loro auto, ma al momento in cui si raggiungeva la fontana di piazza del Popolo, si cominciava a essere attorniati dai primi gruppi di persone. Il primo passaggio è verso vicolo Cesuola e l'adiacente piazzetta, dove il Lego Cafè che lì si trova, assieme all'Officina 49, nuova sala multimediale cesenate, aveva ideato una serata di luci e musica. Così ci si poteva trovare di fronte a Ettore e "Cappino", i gestori del Lego, esausti ma felici che chiudevano i ranghi. Entusiasmo nelle parole, e Fuzz, anima dell'Officina, a celebrare un successo insperato. Il termine, gergale, che riaffiorerà è quello di "murato", e tutti ricorderanno come dall'una in poi, in questa lunga notte cesenate, in tutti i locali era impossibile entrare per l'incredibile afflusso di persone.Alle 3 corso Garibaldi è ancora un'arteria fluente di gente che si muove. In piazza Almerici la musica fa muovere ancora; a pochi passi un duo con campionatore e diggeridoo raccoglie un capannello folto di persone. I bar sono tutti aperti, e pieni, l'atmosfera è serena, non c'è assolutamente tensione. In piazza della Libertà, dove si svolge il Festival del cibo di strada, gli stand pugliese e marocchino collaborano dando dolci e karkadhè caldo, nessuno si rifiuta, ma molti cercano cibo solido.In terra è un manto di bicchieri di plastica, anche se si sentono i rumori di vetri rotti, e ci si accorge che arrivando nel triangolo del teatro Bonci, la situazione è ancora carica di energia. Allo Zampanò è quasi impossibile entrare, anche qui chi gestisce è felice ma sfinito, e non si vede ancora la chiusura vicina... Il Caffeina è l'avamposto della festa Pop life all'ex Comandini: è qui sembra il vero cuore della serata, con migliaia di persone che ancora dopo le tre volevano fare mattina ballando. Di fronte al Bonci c'è l'organizzatore di concerti Libero Cola, e se gli chiedi dello spettacolo dell'Orchestra di Piazza Vittorio a mezzanotte, la risposta è inequivocabile: «Un trionfo».Il maxi schermo ha fatto sì che la piazza del teatro stracolma potesse godere di uno straordinario concerto. Tutto si muove fluido, non si vede e non si sente alcuna lamentela, il tabaccaio che doveva chiudere a mezzanotte non riesce ad abbassare le serrande.Se gli spettacoli sono finiti, non è scemato l'entusiasmo "ambulante", e la fame comincia a farsi sentire. E incredibilmente alle cinque la pizzeria Tre Papi accoglie per una pizza appena sfornata con cortesia, e un sorriso appena appena provato, anche solo dalla montagna di cartoni di pizza d'asporto accatastati appena fuori dal locale.Come Roma, come Napoli, come nelle grandi città europee, la Notte bianca apre al sentirsi senza confini di orari e al desiderio di esprimersi facendo festa. Bella, davvero bella.
Tratto da
Corriere Romagna del 9 Ottobre 2006
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