Museo San Domenico di Imola

Museo San Domenico di Imola

Museo San Domenico di Imola: Ogni incontro, rispettivamente il 3, il 10 e il 17 maggio, con inizio alle ore 20.45, prevede l'intervento di esperti ed artisti d'arte contemporanea: Alberto Garutti, artista e docente all'Accademia di Belle Arti di Brera e all'Università Iuav di Venezia; Cesare Pietroiusti, psichiatra ed artista molto attento alla dimensione relazionale dell'arte pubblica; Mili Romano, artista ed insegnante di antropologia culturale dell'Accademia di Belle Arti di Bologna.

Incontrare l'arte, "Mission: possible"
La seconda parte delle serate saranno dedicate alla proiezione di cortometraggi (non video d'arte) che hanno come soggetto artisti contemporanei e il loro lavoro. «Mission: Possible- spiega Mannes Laffi, uno dei curatori del progetto - significa poter discutere la ricerca artistica contemporanea a livello nazionale anche in una realtà di provincia. In questi anni sono passati da Imola giovani artisti già affermati sulla scena internazionale o altri che sono poi stati segnalati in rassegne a livello nazionale come Italo Zuffi, artista imolese trasferitosi a Milano al quale si deve, in qualche modo, il titolo della rassegna, anche se lui considerava la promozione dell'arte contemporanea in città una Mission Impossible». Roberto Daolio, anch'esso curatore del progetto e docente all'Accademia di Belle Arti di Bologna, precisa come «si cerca con Mission: Possible dimostrare che interessarsi all'arte contemporanea non significa negare l'appartenenza alla propria storia ma, al contrario, esaltarla creando un dialogo tra il passato e il presente».Il 5 maggio, dalle 10.30 alle 17 sarà invece la volta del secondo appuntamento in programma, una giornata di studi dedicata alla storia ed al restauro della Sala del Capitolo dell'ex convento di San Domenico inaugurata a gennaio col nome di auditorium Aldo Villa. «In questa giornata di studi - racconta Galavotti - si succederanno gli interventi di coloro che hanno partecipato alle varie fasi del restauro al fine di dimostrare come oggi sia necessaria, per opere di questo rilievo, la compenetrazione ed il reciproco rispetto tra il lato analitico - scientifico e quello umanistico e d'archivio». Claudia Baroncini, direttrice dei Musei Civici, conclude esprimendo «la soddisfazione per i risultati ottenuti e per la completezza del percorso svolto, che ha portato alla luce testimonianze dell'aspetto medievale della città, finora sottovalutato». Info: 0542-602609. (fonte Corriere Romagna 28/04/07) Rimini

Tratto da Corriere Romagna del 30 Aprile 2007

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