TRE FRATELLI riminesi sulle orme del grande Stradivari ed un ennesimo premio per il Laboratorio di liuteria classica dei maestri Migani di Spadarolo. C'è anche un pò di poesia, intrisa di quella malinconica riminesità dell'Amarcord felliniano, sul podio del Concorso Nazionale del Lago d'Iseo che vede assegnata la medaglia di bronzo al violoncello 'Rex' costruito dal liutaio Ferdinando Migani.
Un nome insolito per uno strumento musicale, scelto dal suo costruttore lo scorso mese in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni del Grand Hotel di Rimini. A Ferdinando Fabbri è bastato scorgere, poiettato sulla facciata dell'hotel, le linee illuminate del transtlantico Rex tratto dal celebre film 'Amarcord' di Fellini. "Rex - ha affermato il suo creatore - si sarebbe dovuto chiamare il violoncello che alla luce dei riultati conseguiti, porta in alto la liuteria di scuola romagnola, sottolineando le eccellenze presenti in vari ambienti della nostra Rimini".
E' straripante di felicità ed orgoglio la 'mente pensante' della bottega riminese, di ritorno dalla 'Settimana dell'artigianato' che da qualche anno si svolge a Pisogne, Brescia, all'interno della quale si inserisce l'unico e rinomato concorso aperto agli studenti delle scuole di liuteria italiana, agli amatori ed ai liutai professionisti. Proprio in quest'ultima categoria, Migani si è aggiudicato il meritato riconoscimento. Un premio che conferma l'eccellenza raggiunta dalla 'premiata famiglia Migani' in vent'anni di lavoro.
E PENSARE che tutto naque per caso, come vogliono le grandi intuizioni, come nelle favole a lieto fine. Forse non è stato un puro caso, ma una concatenazione di avvenimenti e situazioni. Daltronde, la musica era il pane di tutti i giorni in casa Migani, il padre era un maestro organista di Rimini e la manualità, così come la passione per la lavorazione del legno, in particolare quando si trattava di lavorare di fino calcolando i millimetri rasentando la perfezione, non mancava ai tre fratelli, specialmente a Ferdinando appassionato di aeromodellismo. Lo scorso anno hanno vinto anche il primo premio con una viola impeccabile, assicurata per una cifra di 15mila euro. Del resto producono solo 4-5 strumenti all'anno. Non c'è fretta, ma amore per la perfezione. E rispetto dei canoni aurei di Stradivari. «Si lavora solo quando si è ispirati» affermano da Spadarolo. Pezzi d'autore realizzati ancora come nel '600 con l'abete rosso di paneveggio per la cassa armonica, colle di coniglio e vernici elastiche e traspiranti. Del resto aggiungono i maestri: «Uno strumento ad arco è per sempre».
foto by http://www.flickr.com/photos/paysage_du_temps
Tratto da
Il Resto del Carlino di Matteo De Angelis del 23 Agosto 2008
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