FOTO CLASSICHE in bianco e nero, raffiguranti pietre e squarci di rocche malatestiane dalla Valmarecchia alla Valconca. Tutto questo raccoglie il sedicesimo volume della collana editoriale della Banca Popolare Valconca (Minerva edizioni) "Pietre e terre malatestiane": un volume che racchiude in 140 pagine, cento scatti dello studioso della fotografia Corrado Fanti. Seguendo itinerari consueti tra le terre della signoria dei Malatesta nel riminese, Fanti coglie l'essenza di quelle terre che parlano di storia e di amore per la terra.
«CON I VOLUMI che presentiamo dal 1992 - afferma il presidente della Banca Popolare Valconca, Massimo Lazzarini - abbiamo sempre analizzato e presentato gli aspetti artistici, culturali di queste terre di confine. Abbiamo sempre scelto autori e studiosi locali che sono riusciti a cogliere ogni volta le tracce più interessanti del passato che ci circonda». Entusiasta del volume, il professor Piergiorgio Pasini, storico dell'arte: «Le cento foto, fanno parte di un reportage di mille scatti del 1982. Fanti ha voluto fare una scelta specifica e pubblicare solo quelle che riguardano il paesaggio. É passato un bel quarto di secolo e molto di quello che vediamo in foto oggi è cambiato notevolmente». Scatti semplici di pietre e terra, torri che non ci sono più (come Agello) e castelli oggi restaurati e più affascinanti che in passato (Verucchio, Alboreto).
«LE PIETRE si compongono e scompongono nel tempo continuamente. - prosegue Pasini - Corrado Fanti è un autore curioso e semplice che attraverso queste immagini cerca nel mondo quell'ordine che non c'è più. Riflette sui luoghi e sulle forme che l'uomo comune ha conferito al paesaggio».
LE FOTO realizzate con tricromie (bianco e nero più una patina di vernice) rende il contrasto ancora più forte. «Crediamo che alla gente che vive nelle terre malatestiane - afferma la casa editrice Minerva - questo volume serva come 'a marcord' per ricordare quei luoghi che non sono più così, che forse sono peggiorati, ma anche migliorati». «Il tempo passa e molte cose non ci sono più - afferma Pasini- ma è inutile rammaricarsi. Facciamo memoria di queste immagini e procediamo nei cambiamenti in maniera giusta». Queste rocche possono essere un buon biglietto da visita turistico?
«Sì - conclude lo storico Pasini -, ma serve cambiare la mentalità del turista e le dinamiche di promozione locale. I nostri manufatti non hanno lo stesso imaptto di altri castelli europei, ma riservano particolarità uniche e Fanti con questo libro le ha colte». Il libro verrà presentato al publbico giovedì 20 alle 18 nel Museo della Città di piazza Ferrari. Presenti insieme a Pasini, Lazzarini e alla casa editrice Minerva, l'autore Corrado Fanti, Andrea Emiliani e Marina Foschi. L'ingresso è libero.
(photo by Iguana Jo)
Tratto da
Resto del Carlino, autore: Rita Celli del 14 Dicembre 2007
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