Cella delle Reliquie. - Si trova subito dopo la I Cappella di destra. Il portale è ornato da marmi intagliati a bassorilievo, con arabeschi, armi e figure. Nell'architrave, tra vasi da cui escono foglie e rose, è un medaglione che simboleggia la Fortezza; negli stipiti si vedono i quattro Evangelisti e due Apostoli. Notare la deliziosa finezza dei putti sui delfini, nei triangoli formati dal timpano.
Tutte queste opere sono frutto dello scalpello di Agostino di Duccio. Ilnome di lui è dipinto (ma è quasi irriconoscibile) sulla cornice che torre tra la prima e la seconda cappella di destra all'altezza dell'imposta degli archi : Opus Augustini Florentini Lapicidae
I due battenti della porta a otto riquadri, con le cornici a chiodi, sono originali. Così pure i catenacci, la serratura e le chiavi (ne rimangono tre).
Nella cella sono conservate alcune Reliquie, piccolo residuo purtroppo del magnifico tesoro che vi si trovava una volta : un Sarcofago del secolo VII, già contenente le ossa dei martini riminesi Felicita, Peregrino, Facondino e Gioventino; busti dei santi Ildebrando e Nicola da Bari e delle sante Colomba e Innocenza; una mezza figura di San Gaudenzo con lo stemma non di Clemente XIII, ma (l'ha provato la Svizzera Dora F. Rittmeyer) di Pio IX. In una bacheca si vedovo armi, medaglie, ornamenti e resti di stoffa trovati nel sepolcro di Sigismondo. Frammenti del sottogola dell'elmo, la gambiera destra, armature per la spalla destra e il braccio sinistro si trovano nel Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nel 1597 furono regalati all'arciduca Carlo di Asburgo.
Il visitatore si soffermi a contemplare il famoso affresco, ora riportato su tela, sopra la porta. Fu dipinto nel 1451 da Piero della Francesca. Raffigura Sigismondo Pandolfo Malatesta genuflesso dinanzi a S. Sigismondo. E' una delle pin deliziose creazioni coloristiche del nostro Quattrocento » (Adolfo Venturi).