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Cappella delle Arti Liberali

Cappella delle Arti Liberali

III Cappella a sinistra. - Qui ricomincia la parte monumentale. La cappella e detta comunemente delle Arti liberali. Per analogia con quella opposta, dove si onora San Girolamo, si crede fosse dedicata a San Agostino. Ma non tutti gli studiosi la pensano cosi. Non c'è neppure accordo nell'interpretazione delle figure che adornano la cappella.

Una quasi assoluta simmetria lega la presente cappella a quel­la di fronte : le transenna della steccata, il marmo rosso, le basi dei pilastri, i putti addossati ai grandi panieri, il fregio che corre intorno alle finestra. Mancano solo i festoni di bronzo, che furono sottratti probabilmente durante il tumulto scoppiato sotto Pandol­faccio.

Che cosa rappresentano le diciotto formelle che ingemmano le lesene dei pilastri? Senza entrare nel ginepraio delle supposizioni (ce ne sono addirittura delle strampalate!) ed attenendoci all'opi­nione corrente, si può dire quanto segue.

Nella lesena esterna a destra abbiamo : la Grammatica, che porge un libricciolo ad un fanciullo; l'Architettura, con l'asta di misura e l'archipenzolo, e la Concordia, che accosta due giovani. Non è escluso che l'uomo sia Sigismondo (notare la foggia dell'abi­to e, soprattutto, il caratteristico naso) e la donna - magra e gra­cile - Isotta.)

Nella lesena sotto l'arco : la Botanica, che regge con la mano piante e rami e cammina fra erbe e fiori; la Filosofia, che solenne incede sul globo; la Matematica, che tiene aperto verticalmente un lungo rotolo.

La lesena interna reca : l'Astronomia, con una sfera armillare e il filo a piombo; la Geografia, che osserva il pendolo; la Dialettica, che stringe con le mani due serpenti.

Nella lesena esterna a sinistra la villanella, con la zappa sulla spalla, che lancia la sementa, e l'Agricoltura; quella con la ferula, e, ai piedi, quattro fanciulli, e l'Etica; l'altra, che tiene con la destra il flauto e con la sinistra solleva il velo, e la Danza.

Nella faccia sotto l'arco Apollo con lira, arco e faretra e col cigno e la colomba, ricorda la Poesia; la donna che si preme un libro al petto ed ha una tromba, e la Storia; quella con la destra alzata e un libro aperto è la Retorica.

Vengono infine, nella lesena che guarda l'altare : la Geometria, con la mano sinistra al petto e l'altra sollevata; l'Aritmetica, con una tavoletta; la Musica, con vari strumenti e in atteggiamento di cantare. Si volga l'attenzione, nei rosoncini della mandola, ai ritrat­ti di Sigismondo e Isotta.

Chi modellò, tutte codeste figure che taluno ha preso per scul­ture classiche, rubate da Sigismondo in Grecia? La risposta e una sola : Agostino di Duccio. Un Agostino - siamo d'accordo - ine­dito, imprevisto, diverso da quello finora ammirato, ma pur sempre lui; femmineo, sottile, sensitivo, << solitario appartato a mace­rare all'ombra di mistici rimpianti, come una consapevolezza di pec­cato, lo slancio del proprio desiderio verso quella pienezza di feli­cità rinascimentale ch'era incapace di possedere intera>>


 
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