III Cappella a destra. - E' detta dei Pianeti ed e dedicata a San Girolamo, del quale sino al 1796 esisteva una statua in stucco nella nicchia dell'altare. La balaustra e a transenne di stiacciato, in marmo rosso veronese, frapposte a pilastrelli scanalati e a colonne. Alle due estremità è la nota sigla malatestiana, e nel mezzo il motivo che sovrasta il sepolcro d'Isotta. Nella nicchia della parete di sinistra si vede il semibusto in marmo del vescovo Sebastiano Vanzi, ricordato - come vedemmo - nella sesta arca della fiancata del Tempio.
Ma ciò che più è da ammirare sono i due pilastri dell'arco, sostenuti da cestoni di frutta in bronzo. A parte lo strano ardimento, criticato dal Lubke
Sui pilastri della Cappella detta dei Pianeti le immagini di tutti i corpi celesti con i loro segni zodiacali, stanno a significare l'armonia del firmamento
e dal Ricci, di far sorreggere pilastri marmorei da tenui canestri, nessuno nega che la decorazione di questa cappella sia tra le più belle, tra le più originali e vivide di tutto il Malatestiano.
I grappoli, i fiori, le farfalle, gli animali che traboccano dalle corbe, insieme con i putti che le inghirlandano - sono quasi certamente opera del Pasti - danno un senso di esuberanza e di letizia. Sollevate lo sguardo, ed eccovi di fronte all'appuntita leggerezza dello scalpello di Agostino. Nei nove scomparti in cui si divide ogni pilastro, sono espressi i segni dello zodiaco e i pianeti. Osservo che sculture e dipinti di questo argomento erano frequenti nel Quattrocento; d'altra parte alla corte di Sigismondo viveva il poeta Basinio, il cui Astronomica dove aver non poco ispirato gli artisti di questa cappella.
Nella faccia dello scomparto di destra, di contro all'altare, sono lo Scorpione, i Pesci, il Capricorno; nella faccia esterna l'Ariete, il Sagittario e, lungo la cornice, il Leone. Accanto, e precisamente nel serraglio dell'arco, è scolpito il Sole, con l'aquila ai piedi e il pitone ucciso.
Quattro cavalli tirano il carro su cui si trova il Sole. Nella faccia sotto l'arco, i pianeti : Marte, sopra un carro tirato da cavalli; Giove, con l'aquila sul capo, nella destra la sferza e nella sinistra i papaveri; Saturno, armato di falce e in procinto di divorare uno dei suoi figli.
Il pilastro opposto, nelle facce corrispondenti, presenta : l'Acquario, i Gemelli, il Toro; la Libra, la Vergine e il Granchio. I pianeti sono : Venere, che s'appronta a salire sul carro tirato da due cigni; Mercurio, col caduceo e il pileo frigio; Diana, che, dritta su un magnifico carro, solca un denso
Trattate a bassorilievo, avevano sfondi azzurri e parti dorate
strato di nubi.
Lascio al visitatore la libertà di giudicare il moto e la grazia, la forza e la grandiosità di tutte queste sculture. Desidero soltanto richiamare la sua attenzione su una gustosissima veduta di Rimini nel Quattrocento: la si noterà nel riquadro sottostante la costellazione del Cancro (pilastro a sinistra, in basso). C'è il ponte eretto da Tiberio, la maestosa rocca di Sigismondo, il Marecchia, il porto, le validissime mura e, in primo piano, una arcuata e panciuta cocca, con le vele rigonfio, che naviga nel mare calmo e sereno. Lungo la riva è il fiume e sui monti svettano pini tinti di verde (1454 circa).
sono tra le figure più affascinanti e vivaci scolpite da Agostino di Duccio su suggerimento degli eruditi della corte malatestiana.
IV Cappella a destra. - Il visitatore si sarà già reso conto che l'ala destra della parte monumentale termina con la cappella precedente. Ora infatti entriamo nella parte settecentesca, ricostruita dopo la guerra (1946).
Sull'altare si noterà un quadro di Simone Cantarini (1612-1648) figurante San Giuseppe e San Domenico. Il monumento a destra, con bassorilievi di sapore canoviano, fu eretto da Giacomo De Maria (1762-1838) a ricordo del riminese conte Paolo Garattoni. Numismatico e cultore di storia patria, morì nel 1827 all'età di sessantasette anni.