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Chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino

Chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino: Fu costruita sulla fine del secolo XII sul posto ove esisteva una cappella-oratorio del V secolo dedicata a San Marino, che da Ar­be, al tempo di Diocleziano, si era trasferito a Rimini per esercitarvi il mestiere di tagliapietre.

Chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino

Itinerario Rimini Moderno

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6. Palazzo Lettimi

9. Resti di San Girolamo e Oratorio di San Giovannino 11. Chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino
22. Grand Hotel - Piazzale Fellini 23. Chiesa di San Giovanni Battista

 Chiesa di Santa Maria della Colonnella

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Appartenne alle monache Abbatis­sae o de Abbatissis fino al 1465, nel qual anno fu data esecuzione alla bolla di Paolo II (2 ottobre 1464), per la quale il loro mona­stero fu concesso ai Canonici Regolari Lateranensi che vi rimasero fino al luglio 1797. Le monache passarono a S. Chiara. Nel 1809 fu creata parrocchia col titolo odierno, dalla. Chiesa dei SS. Bartolo­meo e Genesio sita vicino all'Arco d'Augusto. Benché più volte danneggiata dal terremoto e recentemente dalla guerra, conserva tuttora notevoli cose. E' chiamata dal popolo Chiesa di S. Rita da una statua della santa qui posta nel 1925.

Alla terza cappella di destra : S. Ubaldo che libera un osses­so, del modenese Francesco Stringa (1635-1709). Alla quinta : San Michele Arcangelo (1570) di Giovanni Laurentini, detto l'Arrigoni (c. 1550-1633), di S. Agata Feltria.

Sul fianco destro dell'altare maggiore : Acquasantiera (sec. XVI) in marmo bianco greco con belle figure a bassorilievo.

Le decorazioni della volta del coro sono del bolognese Barto­lomeo Cesi (1556-1629). Le ha restaurate nel 1951 Mario Valentini. Sotto : La vita di San Marino, quattro tele (1595) di Giorgio Picchi da Urbania (not. 1550-1599), del quale si vede l'Autoritratto. In mezzo, l'effigie della Madonna col titolo di << Auxilium Christiano­rum >>, scoperta nel 1807 su un muro durante l'atterramento del convento dei Cappuccini e qui trasferita nel medesimo anno. Nel 1916 il prof. Giovanni Nave trasportò l'affresco sopra una lastra di eternit. Si rese prodigiosa con guarigioni e col muovere le pu­pille.

Il coro (1494), semplice e severo, e di noce intarsiato. L'orga­no fu costruito nel 1790 dal celebre veneziano Pietro Callido.

Sul fianco sinistro dell'altare maggiore : Monumento a Pio VI , che quivi dimorò nel 1782, ospite dei Canonici Lateranensi, du­rante il suo viaggio a Vienna presso l'imperatore Giuseppe II. Il disegno e opera di Pietro Santi (1738-1812), l'esecuzione di Antonio Trentanove (1739-1812), ambedue riminesi. E' in stucco. Fu innal­zato nel 1784. Ai lati della statua del pontefice : la Religione (a si­nistra), con la croce in una mano e il calice nell'altra; la Fortezza, che poggia una mano sopra un tronco di colonna.

Alla terza cappella di sinistra : Madonna col Bambino, S. Erasmo, S. Biagio e S. Giovannino, attribuibile a Bartolomeo Coda (not. 1524-1563).

Un'iscrizione latina (7 marzo 1788) si vede indistintamente nella volta del coro. Parla del terremoto del 25 dicembre 1786.

Il Chiostro dei Lateranensi (sec. XV) e stato distrutto dalla guerra e in parte ricostruito, con materiale antico, nel 1963 a cura della Soprintendenza. La camera di Pio VI, maestrevolmente affre­scata, cadde pel terremoto del 1916 e non fu più riedificata.