Se Rimini pervade come una corrente vitale tanta parte del cinema di Fellini e lo firma in modo indimenticabile (la spiaggia invernale dei Vitelloni, lo stupendo pavone che allarga la sua ruota sfavillante nella notte, le luci del Rex che emerge dal mare, le architetture "belle époque" del bianco e raffinatissimo Grand Hotel).
Se milioni di persone arrivano ogni estate da ogni parte d'Italia e d'Europa per trascorrere qui la loro estate. Se l'Adriatico è diventato il regno delle grandi vacanze, delle notti folli in discoteca, dei parchi delle meraviglie, delle cene indimenticabili nelle trattorie affacciate sul mare o sulle Valli a specchio di Comacchio. Se qui sono esplosi il genio musicale altissimo e travolgente di Rossini e l'arte di Piero della Francesca e di Raffaello, un motivo deve pur esserci. E il motivo è l'autentica, solare, contagiosa gioia di vivere che anima queste località e la loro gente. È questa striscia di sabbia che costeggia a perdita d'occhio l'azzurro dell'Adriatico e lo separa con un nastro dorato da un interno ricco di sorprese: i fantastici mosaici di Ravenna, l'Abbazia di Pomposa con i suoi archi surreali, la rocca di San Leo dove fu imprigionato quel bandito, stregone, avventuriero, inventore che risponde al nome di Cagliostro. E poi, le attrazioni della allegra e accogliente Repubblica di San Marino, Gradara dove nacque l'amore immortale di Paolo e Francesca, le ondulate colline attorno a Urbino raffigurate nelle purissime tele di Piero della Francesca ... .Il motivo è l'esistenza di questi due mondi antitetici e complementari: qui la prorompente voglia di vivere e godere l'amore, la giovinezza e la vacanza; là il piacere di riscoprire i tesori di un passato ricco di provocazioni come pochi altri in questa pur inesauribile Italia. Due mondi che fanno di Rimini e della Riviera Adriatica il momento travolgente e liberatorio di chi vuole identificare nell'estate la sua stagione di gioia.
In questa sede abbiamo individuato alcuni percorsi storici...per il momento. Ci inoltreremo nei principali monumenti di Rimini cercando di farvi provare qualche piccola emozione.
Itinerario Rimini Romana
Itinerario Rimini Medioevale
Itinerario Rimini Moderno
Ponte di Tiberio: E' detto anche Ponte di Augusta perché - come si legge nelle fronti interne del parapetto - spetta ad Augusta e a Tiberio il merito d'averlo costruito. Fu incominciato nel 14 d. C. e finito nel 21 d. C.
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Il Museo costituisce un tassello importante della memoria storica cittadina, quale punto di riferimento indispensabile nella ricostruzione della cultura e dell?arte figurativa la cui portata si estende oltre il territorio riminese. La sezione archeologica, recentemente inaugurata con una prima parte dedicata alla Rimini imperiale tra II e III secolo, espone contesti di grande rilievo quali lo scavo di palazzo Diotallevi, con i suoi ampi mosaici, e lo scavo di piazza Ferrari, celebre per aver restituito uno straordinario strumentario medico-chirurgico.
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Lo scavo di piazza Ferrari e la domus del chirurgo
Il complesso archeologico, che si sviluppa dall'età romana al Medioevo, venne scoperto nel 1989 durante lavori di arredo urbano.
Lo scavo, condotto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna in collaborazione con i Musei Comunali di Rimini, ha messo in luce una domus della seconda metà del II sec. d.C., edificata in un'area già abitata dall'età repubblicana, non lontano dal porto di Ariminum.
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La Biblioteca si trova nel superbo palazzo che il riminese Alessandro Gambalunga fece costruire, fra il 1610 e il 1614, nella centrale via dove sorgevano le case dell'antica nobiltà riminese. Influenzato dai canoni architettonici di Sebastiano Serlio, l'edificio può essere ammirato per l'eleganza dei suoi dettagli costruttivi e ornamentali, ispirati all'architettura classica.
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Dell'imponente edificio per spettacoli eretto nel I sec. d.C., non rimangono che pochi ruderi oggi inglobati in più recenti costruzioni che ricalcano l'originario andamento curvilineo delle gradinate (cavea).
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Uno dei più prestigiosi palazzi del Rinascimento riminese, rappresenta ancora oggi una ferita aperta nella città dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
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Sull'antico Foro della città, nel lato un tempo più allargato verso il mare, furono edificate la chiesa di Santa Innocenza e la chiesa di San Michele in Foro.
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Tempio Malatestiano: Nelle immediate adiacenze di quello che ora è il superbo Tempio Malatestiano, sorgeva fin dal sec. IX la Chiesa di S. Maria in Trivio, così chiamata perché tre vie convergevano ad essa. Sul terreno prossimo a questa chiesa stava un piccolo eremo di Francescani, sorto - si dice - per concessione dei monaci Pomposiani allo stesso S. Francesco, quand'egli venne a Rimini ai primi del Duecento
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Anfiteatro Romano:
E', insieme con l'Arco d'Augusto e il Ponte di Tiberio, il terzo fra i grandi monumenti romani di cui Rimini può giustamente vantarsi. Che i pochi avanzi visibili siano appartenuti a un anfiteatro e non - come taluno credette - a un foro, a una terme o a un semplice teatro, è oggi universalmente riconosciuto; com'e pure provato che si tratta di opera non dei bassi tempi dell'Impero, sibbene del II secolo dopo Cristo.
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Arco d'Augusto: E' un monumento sollenne e insieme leggiadro. Alla grandiosità maschia e rude accoppia infatti la grazia e l'armonia dell'ornamentazione. Eretto nel 27 a.C. in onore di Augusto e in memoria del riattamento della Flaminia da lui eseguito, è il più antico degli archi romani superstiti. E' in pietra d'Istria. Il fornice è di m 8,84 di lucelibera: ha una profondità di m. 4,10 ed è alto m.10,40. I piloni misurano m. 3,05 di larghezza e m. 5,81 di altezza fino all'imposta. La larghezza totale del monumento eè di m. 14,92
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La piazza ricalca parte del foro di Ariminum, colonia romana fondata nel 268 a.C.: posto alla confluenza delle due strade principali, il cardo e il decumano, l?antico impianto, più ampio e dilatato fino alla via San Michelino in foro, era lastricato con grandi pietre rettangolari, ora in parte visibili attraverso aperture recintate.
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La costruzione della porta Montanara, detta anche di Sant'Andrea, risale al I secolo a.C. e si inserisce in un organico programma di riassetto del sistema difensivo cittadino, attribuito a Silla. La porta rientrerebbe nell'ambito delle ricostruzioni che, nei primi decenni del secolo, seguirono alle rappresaglie nei confronti della città, già sostenitrice di Mario, suo avversario nella guerra civile.
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Chiesa dei Santi Bartolomeo e Marino: Fu costruita sulla fine del secolo XII sul posto ove esisteva una cappella-oratorio del V secolo dedicata a San Marino, che da Arbe, al tempo di Diocleziano, si era trasferito a Rimini per esercitarvi il mestiere di tagliapietre.
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Chiesa San Giovanni Evangelista: L'imponente chiesa edificata dai monaci Agostiniani alla fine del XIII secolo, era ad aula rettangolare con copertura a capriate; sul fondo si apriva una grande abside affiancata da due cappelle, una delle quali costituiva la base del campanile. La facciata è oggi profondamente rimaneggiata dagli interventi settecenteschi che hanno alterato anche la fisionomia degli interni; ma le fiancate, scandite da sottili lesene, con la zona absidale e lo svettante campanile costituiscono una testimonianza dell'architettura religiosa gotica a Rimini.
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La residenza-fortezza di Sigismondo Pandolfo Malatesta, signore di Rimini dal 1432 al 1468, coniugava l'intento celebrativo con l'esigenza difensiva. La demolizione degli edifici fra il Castello e la piazza comunale ne accentuò la posizione dominante e la mole malatestiana primeggiò sulle sedi del potere civile e religioso.
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Resti Cattedrale Santa Colomba: La tradizione, non suffragata da testimonianze, vuole che la chiesa, edificata nei pressi delle mura romane nel cuore della città medievale, fosse sorta sulle rovine di un tempio pagano.
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Piazza Cavour: La piazza, forse tardoromana, assunse dal Medioevo un ruolo primario. Diverso lo scenario, chiuso a mare dalla Chiesa di S. Silvestro, aperto a monte verso la Cattedrale.
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Agli inizi del XIV secolo la famiglia Malatesta dona alcune proprietà all'interno della città di Rimini ai Servi di Maria che vi costruiscono una prima cappella. Pochi anni dopo i frati decidono di ampliare la propria chiesa costruendone una maggiore, della quale oggi si può osservare il fianco lungo il Corso d'Augusto. La chiesa era ad unica navata, all'interno si trovavano numerosi altari ed opere d'arte, la zona absidale era caratterizzata da tre cappelle con quella centrale di dimensioni maggiori. La cappella laterale destra era stata fatta costruire dalla nobile famiglia degli Agolanti, alla quale si deve lo stemma in una lesena sul fianco della chiesa, della metà del Trecento.
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La chiesa, intitolata dal XIII secolo a San Giuliano, rappresenta il fulcro dell'antico borgo cresciuto, fin dall'età romana, lungo il primo tratto della via Emilia. La vicinanza del tracciato stradale fu determinante anche per la costruzione del complesso ecclesiastico benedettino, noto dal IX secolo e dedicato in origine ai Santi Pietro e Paolo. Il monastero e la chiesa, fra i più importanti della città comunale, subirono numerosi rifacimenti; intorno alla metà del Cinquecento, la medievale chiesa a tre navate con cripta, fu ricostruita nelle forme attuali.
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Porta Galliana: Questa porta cittadina fu costruita nel Duecento a collegamento della città con la zona del porto lungo il fiume Marecchia. Era parte della cinta muraria difensiva dovuta all'ampliamento della città in epoca federiciana (sec. XIII). Sostituì un'altra porta spostata leggermente più all'interno della città.
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Grand Hotel Piazzale Fellini: Dal 1908 il "grandioso albergo" voluto dalla Società Milanese Alberghi Ristoranti e Affini e dal Comune, fu il simbolo della Rimini sofisticata della Belle Époque. L'architetto Paolito Somazzi lo progettò su quattro piani con oltre 200 camere, terrazze, saloni, giardini e negozi. Fra gli ospiti erano nobili e celebrità. Un incendio, nel 1920, distrusse le due cupole orientaleggianti che lo coronavano.
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Chiesa San Giovanni Battista: La chiesa, nota dal 1144 ma il cui ricordo come monastero affonda nel X secolo, fu concessa ai Carmelitani nel 1573 e ad essi restò fino al 1797, quando passò ai Cappuccini. Fu ricostruita agli inizi del Seicento e successivamente, in eleganti forme barocche, fra il 1767 e il 1772 su disegno del riminese Gaetano Cupioli.
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Chiesa Santa Maria della Colonnella: La chiesa è detta della "colonnella" perché sorta nei pressi dell'ultimo miliario romano della via Flaminia per coloro che venivano da Roma. Fu eretta dal Comune, che ne è ancora proprietario, intorno al 1510, nel luogo in cui si venerava l'immagine di una Madonna, dipinta nel 1483 entro un'edicola, che nel 1506 si rese miracolosa.
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Santuario Santa Maria delle Grazie: Il complesso francescano fu edificato alla fine del Trecento (1391-1396) grazie al mecenatismo della famiglia delle Caminate alleata dei Malatesta, laddove esisteva una celletta in ricordo di un evento miracoloso.
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Abbazia Santa Maria Annunziata Nuova di Scolca: Il complesso fu edificato nel 1418 grazie ad una donazione effettuata da Carlo Malatesta (signore di Rimini dal 1385 al 1429) che nei pressi aveva una delle sue dimore di campagna. La chiesa ed il convento furono affidati agli agostiniani di San Paolo Primo Martire d'Ungheria, inspiegabilmente richiamati in Ungheria nel 1420.
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Resti San Girolamo Oratorio San Giovannino: Ritornati in via Dante dall'Anfiteatro Romano e fatti pochi passi, si vede a destra il prospetto scenografico, opera del bolognese Gaetano Stegani (1782), della Chiesa di S. Girolamo, distrutta nel bombardamento del 24 marzo 1943.
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Casa Scuola
Percorso Bici San Marino
Rimini Romana