Interessante mostra nella Rocca Malatestiana dei ritrovamenti archeologici legati a Montefiore: i reperti e le ceramiche recuperati nelle fosse da butto tracciano un quadro della vita castellana tra la metà del XIV e la fine del XVI secolo.
Interessante mostra nella Rocca Malatestiana dei ritrovamenti archeologici legati a Montefiore: i reperti e le ceramiche recuperati nelle fosse da butto tracciano un quadro della vita castellana tra la metà del XIV e la fine del XVI secolo.
Comune di Montefiore Conca
via Roma - 47834
Montefiore Conca (RN)
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Decine di boccali, coppe e bacili decorati con ritratti e cartigli, lettere gotiche e festoni, motivi geometrici e simbolici, dallo stemma degli Angiò al monogramma di San Bernardino. La quantità di maioliche antiche recuperate negli scavi del castello è impressionante. I colori sono il blu, il giallo, l’ocra, il verde ramina e il bruno manganese, gli stessi del paesaggio che si ammira dalla fortezza.
L’esposizione illustra gli scavi archeologici condotti in ampie zone del piano di corte e mostra una parte dei reperti recuperati. Oltre ad individuare strutture più antiche rispetto alla costruzione del castello, edificato dai Malatesta tra il 1337 e il 1347, gli scavi hanno portato in luce l’antico tetto della rocca, con i coppi e gli scarichi originari, una cisterna-pozzo per il recupero dell’acqua piovana e una serie di fosse da butto in muratura.
Questa mostra espone i primi 12 reperti restaurati che costituiscono una campionatura della produzione ceramica tra la seconda metà del XIV e gli inizi del XVII secolo. Altri 40 pezzi saranno disponibili al termine del cantiere-scuola di restauro che inizierà il 18 maggio, coordinato dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia-Romagna.
Ci sono pezzi in maiolica arcaica, datati dalla seconda metà del XIV secolo e tipici della prima epoca malatestiana, come i due boccali decorati, uno con un uomo barbuto e l’altro con lo stemma dei Malatesta, uno scudo con bande trasversali a scacchiera, sormontato da una G con terminazioni a testa di drago, attribuibile a Galeotto.
Il XV secolo è rappresentato da sei pezzi di notevole fattura. Sono presenti in pratica tutte le fasi delle produzioni di maiolica, dalle zaffere a rilievo alle maioliche in stile “gotico-floreale” con cartigli e motivi simbolici. I rapporti con i Montefeltro sono attestati da un piatto da esposizione con l’aquila coronata, stemma della famiglia, mentre su un grande boccale spiccano due mani che si stringono accompagnate dalla scritta FIDES, motivo tipico della simbologia amorosa rinascimentale.
Il XVI secolo presenta maioliche in stile “alla porcellana” e in “graffita rinascimentale”, fino ai più tardi “compendiari” di produzione faentina che datano le ultime fasi d’uso della Rocca.
La maggior parte dei reperti sono riconducibili a produzioni romagnole mentre sono piuttosto rari i pezzi dalle Marche e dal ferrarese.
I vetri invece sono per lo più di produzione veneziana.
Periodo di svolgimento: dal 22/05/2009 al 22/11/2009
Orario: Dal 22 maggio al 15 giugno e dal 16 settembre al 31 ottobre, tutti i sabati, domeniche e festivi: 10.30 - 13 e 15 - 19; Dal 16 giugno al 15 settembre tutti i giorni: 10 - 13 e 16 - 20; Luglio e agosto aperture serali venerdì, sabato e domenica: 21 - 23
Programma:
Il 22 maggio, a partire dalle ore 17.00, prima dell’inaugurazione della mostra, saranno presentati a Montefiore i restauri degli affreschi quattrocenteschi dell’Oratorio della Beata Vergine, effettuati da Laboratorio di Restauro srl di Ravenna, e il volume “La rocca e il sigillo ritrovato. Ultimi restauri e scoperte a Montefiore” a cura di Cetty Muscolino e Valter Piazza, con contributi di archeologi, storici dell’arte e restauratori.