Uno degli esempi più eclatanti è la motoristica con la proposta di micromotori da applicare a biciclette o appositi telai. Il loro costo contenuto ne decreta il successo immediato.Anche Bologna è protagonista di questo fenomeno: si affaccia sul mercato la Ducati con il Cucciolo, uno degli artefici della “motorizzazione popolare” del paese.Ma sono ben 49 le Ditte bolognesi attive in quegli anni, in molti casi “meteore” destinate ben presto a scomparire.Tra i costruttori di moto vi sono M.M. e C.M, dal glorioso passato, mentre Moto Morini e F.B-Mondial si affermano a livello sportivo in Italia e all’estero. Altri, come Cimatti, Malaguti, Marzocchi, Testi, Verlicchi, si avviano a conquistare uno spazio importante. Alcuni di questi sono oggi marchi di successo nei rispettivi settori sul mercato mondiale.La mostra rappresenta il terzo e conclusivo capitolo del percorso di approfondimento sull’origine del comparto motoristico bolognese. Dopo la nascita (Moto bolognesi degli anni ’20, 3 aprile-30 giugno 2004) e il consolidamento (Moto bolognesi degli anni 1930-1945, 11 novembre 2006-9 aprile 2007) con l’esposizione dedicata al dopoguerra viene preso in esame il periodo storico che segna l’affermarsi di ditte locali che saranno in grado di competere sul mercato internazionale.
La motorizzazione popolare 1946-1950
Museo del Patrimonio Industriale
Fornace Galotti
Via della Beverara 123
Bologna (BO)
Ex Fornace Galotti
via Beverara 123
40131 Bologna Tel: ++39 051 6356611 Fax: ++39 051 6346053