Il pittore Vittorio D’Augusta racconta che Rimini, nella sua caotica struttura architettonica e urbanistica, agli occhi di chi l’attraversa a piedi o in bicicletta, può riservare a volte un’esperienza estetica segreta e felice, simile a quella di un manifesto strappato ad arte da Mimmo Rotella: i cartelloni veri e stracciati a caso non farebbero altro che rimandare ai lavori del maestro calabrese.
