In un Abruzzo selvaggio-contemporaneo, tra realismo e visionarietà, i protagonisti di questa grande farsa tragica sarcasticamente saccheggiano la cultura tradizionale abruzzese e quella friulana. Ancora una volta il gioco è l'amorevole massacro della Tradizione. Non "mettere in scena", ma "mettere in vita" un testo, resuscitare Ionesco, non recitarlo.
