Dove si aggira un assassino che uccide i travestiti firmandosi con delle rose rosse sui cadaveri, la pièce racconta, incalzando con "suspence" da giallo, il mondo dei "femminielli", drammatico spaccato di solitudine sintetizzato nell'esclamazione: " Dio c'ha creato e se n'è scurdato! ". Tutto è nella mente del personaggio (un travestito napoletano): infatti, il piano di realtà, pur essendo estremamente concreto, è continuamente minato dal sospetto che niente esista realmente.
