Malauguratamente, formula domanda di autorizzazione al prefetto di Montelusa chiamandolo Vittorio Parascianno, anziché Marascianno, come in realtà questi si chiama. Da qui è tutto un susseguirsi di esilaranti equivoci che coinvolgono non solo Genuardi, siciliano qualsiasi, e la sua famiglia, ma anche la Chiesa, i vari apparati dello Stato e, non ultimi, don Calogero Longhitano, il mafioso del paese, e quei compaesani, anch'essi siciliani qualsiasi, che involontariamente capitano sulla strada di Pippo.
