Nanni Garella affronta il mito di Edipo con l'intenzione operazione tutt'altro che semplice di liberarlo dai depositi freudiani e dalla cultura psicoanalitica del novecento e apparente paradosso mettendolo in scena con gli attori più edipici possibili. Eppure, sgombrando il campo dalle incrostazioni della cultura borghese, e lasciandosi guidare dalla asciuttezza popolare del racconto di Pasolini, si arriva spediti al cuore del problema ? che non è un viaggio nell'inconscio, ma una consapevole e testarda ricerca della verità.
